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      <video:description>Si è acceso uno spinello davanti al Comune di Milano per riportare la questione cannabis al centro del dibattito politico. Il consigliere milanese del Pd Daniele Nahum ha compiuto il gesto provocatorio davanti alle telecamere per chiedere al sindaco Beppe Sala e alla giunta di attivarsi &quot;con il Parlamento per sostenere l&apos;approvazione di una legge sulla legalizzazione della produzione e del consumo della marijuana e dei suoi derivati&quot;. L&apos;esponente demi ha concluso chiedendo al segretario del Partito democratico Letta più coraggio sul tema della liberalizzazione delle droghe leggere. &quot;Giovedì accenderò uno spinello davanti a Palazzo Marino per sostenere la legge che consente la coltivazione di cannabis in casa per uso personale e contro la follia di chi chiede il test del capello ai rappresentanti istituzionali&quot;, aveva annunciato giorni fa. Cosa gli hanno risposto dal Pd? Silenzio di tomba, tutto svanito nel fumo di una canna. </video:description>
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      <video:description>&quot;Una roba assurda&quot;. Urla, fogli che volano, oggetti lanciati a terra e parole forti: la discussione in Commissione Finanze sulla riforma del Fisco degenera, secondo l’agenzia stampa “Ansa” per separare i deputati sarebbero intervenuti persino alcuni commessi mentre c&apos;era chi spingeva e chi urlava: &quot;E&apos; una vergogna, vergogna!&quot;. Sui social il video di come sia finita malissimo la seduta è diventato virale: il deputato della Lega Claudio Borghi lo ha raccontato bene su Twitter. Nella serata di ieri, mercoledì 6 aprile, si scopre che l&apos;accordo sulla riforma del fisco, sulla quale il premier Mario Draghi potrebbe decidere di mettere la fiducia, è saltato. Una lunga giornata di trattative che si conclude con l&apos;ennesima fumata nera in commissione Finanze alla Camera dove si sfiora la rissa. Lì in quella sede dove si doveva trovare un&apos;intesa sul pacchetto di riformulazione degli emendamenti proposto dal Governo: 25 emendamenti per sostituire quelli presentati dai partiti di maggioranza, che avrebbero dovuto ritirarli. La mediazione non va in porto per l&apos;opposizione di Forza Italia e Lega, che non intendono ritirare l&apos;emendamento (firmato anche da Fdi) che prevede il ritorno in commissione dei decreti attuativi del Governo, per un parere vincolante. Il Carroccio aggiunge anche un&apos;altra condizione: quella che si voti il suo emendamento sull&apos;impegno a non aumentare le tasse su titoli di Stato e locazioni. La commissione di Montecitorio, convocata alle 13,30, si aggiorna alle 19 per concedere un&apos;ultima speranza ai tentativi di accordo. Ma, in serata, bisogna prendere atto che l&apos;intesa non c&apos;è dopo la lite violenta che sarebbe esplosa dopo la scelta del presidente Luigi Marattin (Italia Viva) di sospendere i lavori. Lo stesso Marattin sarebbe diventato protagonista della feroce discussione che ha coinvolto anche Alessio Villarosa (Gruppo Misto) e Marco Osnato (Fratelli d’Italia). La scena terribile è stata ripresa da Sestino Giacomoni (Forza Italia) che poi ha pubblicato tutto su Instagram: «Come ho detto nel mio inte...</video:description>
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      <video:description>Polemica su Twitter per le parole di Mattia Santori, leader delle Sardine eletto nel Consiglio comunale di Bologna con il Partito Democratico. La sardina ci ha tenuto a denunciare un “fatto increscioso avvenuto lo scorso giovedì, quando due cani scappati al padrone si sono avventati su due oche del consigliere Davide Celli&quot;. Santori va avanti per un paio di minuti sulla situazione e i social si scatenano: in molti gli imputano di occuparsi di argomenti più che frivoli mentre in Ucraina si combatte una guerra per la libertà, anche se alcuni utenti lo hanno difeso sottolineando come al posto degli animali indifesi ci potevano essere dei bambini. Tra chi ci ha tenuto ad attaccare Santori c’è Carlo Calenda, numero uno di Azione: “Per cortesia dovete ascoltarlo. La tragica perdita di due pennuti. Due minuti di intervento. Durante la guerra. Questi sono quelli che si erano autonominati &apos;eredi dei partigiani’”.</video:description>
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      <video:description>&quot;Io sono un Senatore della Repubblica, o mi fate passare o mi arrestate&quot;. A rivolgersi così agli agenti di Polizia è Gianluigi Paragone, il leader di Italexit, alla manifestazione di protesta a Torino contro l&apos;arrivo del Presidente Mario Draghi. I poliziotti stavano bloccando l&apos;accesso ai manifestanti e Paragone ha filmato quei momenti concitati, postando poi il video sul suo profilo Facebook.</video:description>
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