<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9" xmlns:video="http://www.google.com/schemas/sitemap-video/1.1" >
  <url>
    <loc>https://www.iltempo.it/a-fil-di-spada/2020/03/24/video/angelo-borrelli-confessione-coronavirus-in-tv-non-dico-numeri-veri-contagiati-almeno-600mila-emergenza-31-luglio-decreti-1301741/</loc>
    <video:video>
      <video:player_loc allow_embed="Yes">https://mediatmsedizioni-meride-tv.akamaized.net/proxy/iframe.php/167120/tmsedizioni</video:player_loc>
      <video:thumbnail_loc>https://mediatmsedizioni-meride-tv.akamaized.net/meride/tmsedizioni/video/images/folder8/167285/1585080184312.jpg</video:thumbnail_loc>
      <video:title></video:title>
      <video:description>In Italia 600 mila contagiati. Ma il capo della nostra forza di emergenza lo dice solo a Repubblica. Perché ogni sera quando Angelo Borrelli sciorina le cifre dell&apos;orrore sui morti e sugli ammalati non sono quelle reali che al quotidiano ora confessa dovrebbero essere circa 10 volte più grandi di quelle fornite. Semplice la domanda che viene fatta da chi lo intervista: e allora perché fare quelle conferenze stampa ogni sera alle 18 in diretta tv? Risposta data: &quot;Me lo sono chiesto anche io ... Possono essere dati imperfetti, ma dal primo giorno ho assicurato che avrei detto la verità. Se ora ci fermassero ci accuserebbero di nascondere le cose... Adesso non possiamo fermare questo appuntamento nazionale&quot;. L&apos;uomo deve essere un po&apos; confuso, e lo capisco con lo stress della funzione. Ma come giudicare quella esigenza di dire la verità dando numeri che lo stesso Borrelli confessa non essere quelli veri? Ho l&apos;impressione che purtroppo questa drammatica crisi sia condotta con i criteri dello show da parte di chi ne ha la guida, con qualche rara eccezione. E certo non mi sento rassicurato da questo...</video:description>
    </video:video>
  </url>
  <url>
    <loc>https://www.iltempo.it/a-fil-di-spada/2020/03/25/video/emergenza-coronavirus-virologi-sempre-in-tv-cambiano-mestiere-e-dicono-la-qualunque-come-al-bar-sport-sembrano-dotti-medici-sapienti-edoardo-bennato-1302149/</loc>
    <video:video>
      <video:player_loc allow_embed="Yes">https://mediatmsedizioni-meride-tv.akamaized.net/proxy/iframe.php/167760/tmsedizioni</video:player_loc>
      <video:thumbnail_loc>https://mediatmsedizioni-meride-tv.akamaized.net/meride/tmsedizioni/video/images/folder8/167926/1585144320847.jpg</video:thumbnail_loc>
      <video:title></video:title>
      <video:description>Litigano pure fra di loro, come nella canzone di Edoardo Bennato dei &quot;dotti, medici e sapienti&quot;. Botte da orbi su &quot;questo virus è una banale influenza&quot; e tutta questa agitazione è fuori luogo (copyright Maria Rita Gismondo del Sacco), a chi ha insultato (e aveva ragione) la signora per questo. O chi ha una teoria sui contagi e chi ne ha un&apos;altra diametralmente opposta. Chi sperimenta farmaci per provarci e chi invece lo sfotte sostenendo che così si perde solo tempo illudendo pazienti e famiglie. Grandi esperti i virologi, ma a mettere insieme le loro analisi e dichiarazioni sembra di sentire le discussioni da bar il lunedì mattina sulle partite di calcio dell&apos;ultimo fine settimana (sì, giuro, un tempo si giocavano). Di sicuro in queste lunghe settimane la loro conoscenza non deve essersi accresciuta molto: passano le giornate intere in collegamenti tv ad ogni ora e ogni trasmissione ha il suo virologo di fiducia. Chissà se trovano ancora un quarto d&apos;ora per il loro vero lavoro. Comunque ecco qui un video quasi muto. Bastano le immagini e le parole della celebre canzone di Bennato che non ha bisogno proprio di sottolineature...</video:description>
    </video:video>
  </url>
  <url>
    <loc>https://www.iltempo.it/a-fil-di-spada/2020/03/21/video/mezzi-militari-attraversano-campagne-qualcuno-ha-paura-golpe-ma-in-italia-non-fondata-basta-rivedersi-film-nanni-moretti-ecce-bombo-1299565/</loc>
    <video:video>
      <video:player_loc allow_embed="Yes">https://mediatmsedizioni-meride-tv.akamaized.net/proxy/iframe.php/169631/tmsedizioni</video:player_loc>
      <video:thumbnail_loc>https://mediatmsedizioni-meride-tv.akamaized.net/meride/tmsedizioni/video/images/folder2/169797/201911646-Carriarmatimp4.jpg</video:thumbnail_loc>
      <video:title></video:title>
      <video:description>Il brivido è venuto a qualche toscano, che nei giorni scorsi ha visto le inattese manovre di mezzi blindati dell&apos;esercito nelle campagne e perfino nelle strade dei piccoli paesi della Regione. I sindaci dei comuni interessati che nessuno aveva preavvisato si sono subito chiamati, e sono stati tranquillizzati dai generali che hanno spiegato come fosse in corso una sorta di esercitazione-prova per eventuali emergenze, cercando di capire le vie di scorrimento alternative e il funzionamento dei ponti-radio. Non che sia così tranquillizzante, perché i ponti radio a che potrebbero nelle campagne toscane? A qualcuno è venuto un brivido, perché è evidente come in questo momento con il Parlamento semi-chiuso, i palazzi del potere quasi disabitati e i cittadini in gran parte atterriti, il rischio di un colpo di Stato non è proprio così da fantapolitica. Però l&apos;Italia è pur sempre la stessa, e per scrollarsi di dosso quel brivido basta andare a rivedersi un passaggio-chiave del primo film famoso di Nanni Moretti, Ecce Bombo. Quello della telefonata alla radio privata proprio sul golpe e i carriarmati che non passano sotto le gallerie delle autostrade. Lo aveva assicurato un amico etiope...</video:description>
    </video:video>
  </url>
  <url>
    <loc>https://www.iltempo.it/a-fil-di-spada/2020/03/20/video/fanno-la-spia-per-violazioni-tutti-a-casa-quello-porta-cane-spasso-troppo-tempo-altri-due-si-tengono-per-mano-allora-vi-siete-bevuti-cervello-1299187/</loc>
    <video:video>
      <video:player_loc allow_embed="Yes">https://mediatmsedizioni-meride-tv.akamaized.net/proxy/iframe.php/168711/tmsedizioni</video:player_loc>
      <video:thumbnail_loc>https://mediatmsedizioni-meride-tv.akamaized.net/meride/tmsedizioni/video/images/folder2/168877/1584733733893.jpg</video:thumbnail_loc>
      <video:title></video:title>
      <video:description>I virologi raccomandano la distanza anche in casa? Offrano loro- a cui non mancano certo le risorse economiche in questo tempo- un alloggio adatto alle famiglie numerose e povere. Vorrei fare conoscere loro genitori con tre o quattro figli che vivono in 50-60 metri quadrati nelle periferie delle nostre città. Sono un po&apos; stufo di sentire ricchi fighetti che pretendono di fare la loro corsetta ogni mattina a villa Borghese fare commoventi appelli agli italiani spiantati perché restino a casa. Poi le telefonate che denunciano il vicino perché è uscito di casa a portare il cane a fare i suoi bisogni e non è ancora tornato. E ancora: la pubblica reprimenda per una coppia pizzicata in strada mentre si teneva per mano: &quot;State a distanza di un metro!&quot;. Quelli vivono insieme, dormono nello stesso letto e fuori di casa devono stare a un metro di distanza? Ma ci siamo bevuti davvero il cervello? Va bene l&apos;emergenza coronavirus, tutti capiamo le esigenze di sicurezza, ma anche un pizzico di buon senso non guasta. E questo precipitare all&apos;improvviso in un popolo di spie è davvero triste e anche un po&apos; preoccupante...</video:description>
    </video:video>
  </url>
  <url>
    <loc>https://www.iltempo.it/a-fil-di-spada/2020/03/16/video/agguato-via-fani-16-marzo-1978-dopo-42-anni-tutti-dimenticano-scorta-aldo-moro-per-colpa-coronavirus-noi-lo-ricordiamo-con-una-preghiera-video-1296396/</loc>
    <video:video>
      <video:player_loc allow_embed="Yes">https://mediatmsedizioni-meride-tv.akamaized.net/proxy/iframe.php/166992/tmsedizioni</video:player_loc>
      <video:thumbnail_loc>https://mediatmsedizioni-meride-tv.akamaized.net/meride/tmsedizioni/video/images/folder8/167156/169451323-MancounacoronaperlascortadiMoromp4.jpg</video:thumbnail_loc>
      <video:title></video:title>
      <video:description>A 42 anni dall&apos;agguato di via Fani del 16 marzo 1978 quasi tutti si sono scordati degli agenti che proteggevano il leader della Dc. I carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci e i poliziotti Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino persero tutti la vita quel giorno in cui fu rapito Aldo Moro. Non era mai accaduto in questo tempo che nessuno andasse il 16 marzo davanti alla lapide che ricorda l&apos;assassinio dei cinque servitori dello Stato da parte delle Brigate Rosse. Ogni mattina presto l&apos;area tutti gli anni veniva recintata per l&apos;arrivo del presidente della Repubblica che posava una sua corona di fiori. E poi dietro lui i presidenti di Camera e Senato, le autorità di Roma e della Regione Lazio, i leader politici che volevano ricordare questo fatto decisivo nella storia di Italia. Lo ha sempre fatto anche il presidente della Repubblica attuale, Sergio Mattarella, che nell&apos;era di Moro ha mosso i primi passi in politica. Quest&apos;anno nessuno, e il Capo dello Stato non ha dato alle agenzie nemmeno un messaggio per ricordare. Tutta colpa del coronavirus e dell&apos;Italia chiusa, che certo vietava assembramenti e cerimonie di ogni tipo. Ma almeno una autorità avrebbe potuto inviare se non una corona di fiori (i rivenditori sono chiusi), una persona che posasse un segno della memoria delle istituzioni. Che peccato. Siamo passati di lì stamattina davanti ai rosari posati dalla pietà popolare e ai vasetti di margherite portate ancora da chi non li ha dimenticati nelle settimane scorse. E un piccolo segno abbiamo provato a lasciarlo a nome di tutti: una preghiera.</video:description>
    </video:video>
  </url>
</urlset>