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      <video:description>Nei giorni in cui a Roma le stazioni della metropolitana chiudono, gli alberi crollano, molti lettori de Il Tempo hanno, più o meno seriamente, rimarcato come l’unica zona salva in città sia Tor di Valle. Oggi pomeriggio siamo andati a vedere e questo è quel che vi documentiamo. </video:description>
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      <video:description>Claudio De Witt, un narcotrafficante di spicco della criminalità romana, è stato fermato dalla polizia a Roma  dopo  che, esattamente un anno fa, si era sottratto all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Amico Mio” rendendosi latitante. Proprio come già aveva fatto nell’anno 2011 quando dopo essere stato condannato a 12 anni per traffico internazionale di cocaina. Questa volta si era rifugiato in un appartamento lussuosamente arredato in via Diego Angeli, zona Casal Bruciato, sito nel medesimo palazzo riemerso recentemente alle cronache per essere stato il teatro del tentato omicidio di Maurizio Mattiozzi. In  particolare le complesse indagini, coordinate dalla Procura di Roma, si sono concentrate sui suoi legami familiari che hanno indiscutibilmente stretto il cerchio sulla zona nella quale il latitante avrebbe potuto nascondersi.  </video:description>
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      <video:description>La neo presidente del circolo Pd dell’Atac fino al 6 novembre scorso risultava senza incarico. Ma dal giorno successivo Margherita Bruno ha ricevuto la responsabilità delle &quot;Stazioni Roma-Viterbo e Roma-Lido&quot; della Divisione &quot;Ferrovie Regionali&quot;. Una bella promozione insomma anche se, certamente, sarà all’altezza della sfida. Non a caso, è diventato virale sui social un remake dello spot lanciato da Atac per la ricerca di &quot;talent&quot; per la campagna di Natale. Iniziativa duramente criticata dai sindacati. Nel video &quot;ritoccato&quot; che pubblichiamo il messaggio finale degli operatori della Roma-Lido. Un sos verso un’azienda sin troppo &quot;distratta&quot;.</video:description>
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      <video:description>La sindaca dichiara guerra ai furbetti. Dieci operatori del servizio giardini di Roma Capitale sono stati licenziati per truffa perché usavano mezzi di proprietà comunale, durante le ore di servizio, per svolgere lavori privati di cura del verde. Lo riferisce, in un post su Facebook, la sindaca di Roma Virginia Raggi che scrive: &quot;Arrotondavano lo stipendio curando il verde di giardini privati. Abbiamo licenziato queste mele marce. Pensate che addirittura utilizzavano gli attrezzi e i mezzi di proprietà comunale. Non solo: timbravano anche i badge dei colleghi assenti. Insomma una vera e propria truffa ai danni di noi cittadini&quot;. Raggi prosegue spiegando che per i dieci lavoratori &quot;sono partite le procedure di licenziamento&quot; e che il provvedimento &quot;arriva dopo la sospensione dal servizio e le indagini relative ai reati di peculato, truffa e falsa attestazione. Anche la magistratura sta facendo il suo corso, per quanto attiene il profilo penale&quot;. La sindaca commenta: &quot;Comportamenti vergognosi che danneggiano la maggioranza sana e onesta dei loro colleghi del servizio giardini e tutti i cittadini. Un episodio ancor più grave e ripugnante se consideriamo l&apos;opera di rigenerazione della macchina amministrativa che stiamo portando avanti con l&apos;assessore al Personale Antonio De Santis: abbiamo infatti assunto piu&apos; giardinieri per Roma e rafforzato diritti e tutele per tutti i dipendenti, firmando con i sindacati due contratti decentrati in due anni&quot;. Raggi conclude: &quot;Licenziare definitivamente queste persone significa garantire dignità al lavoro e affermare un principio chiaro e ineludibile: a Roma non c&apos;è spazio per i furbetti e per l&apos;illegalità&quot;. </video:description>
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      <video:description>&quot;Quelle statue vanno contro il primo comandamento: non avrai altro Dio all&apos;infuori di me&quot;. Alexander Tschugguel è il giovane austriaco che ha gettato nel Tevere insieme ad altre persone i manufatti della cultura indigena conservati per una mostra a Santa Maria in Traspontina nell&apos;ambito del Sinodo sull&apos;Amazzonia. E racconta così le ragioni alla base del suo gesto. Un blitz ripreso e pubblicato su YouTube che ha aperto un aspro dibattito nella Chiesa e per il quale papa Francesco ha chiesto scusa. In un video pubblicato da Corrispondenza romana il giovane racconta le motivazioni che lo hanno portato ad accanirsi contro &quot;gli idoli Pachamama&quot; e spiega di essere tornato a Roma, dopo un primo viaggio, appositamente per distruggere quelle statue che nella cultura indigena rappresentano la madre Terra e che lui considera degli idoli pagani. &quot;Alle 6.30 del mattino siamo tornati a Santa Maria in Trasportina ma ancora non era aperta, così ci siamo seduti su una panchina e abbiamo recitato il rosario. Dopo l&apos;ultima Ave Maria le porte si sono aperte, sono entrato e ho arraffato tutti gli idoli che potevo per gettarli nel Tevere&quot;, spiega il ragazzo nel video. </video:description>
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