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3570, quando sul taxi viaggia la passione

Il molisano Andrea Di Tosto, uno dei fondatori nel 1968 della cooperativa: «Il nostro mestiere è servizio senza distinzione, per la clientela e per Roma»

3570, quando sul taxi viaggia la passione

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Settantanove primavere, molisano, a Roma da 59 anni (il 10 dicembre esatto), di cui 52 passati alla guida del suo taxi.

Appassionato di storia romana e poesia (e accanito lettore de Il Tempo da una vita), Andrea Di Tosto, è stato uno dei fondatori della Cooperativa 3570: «Quando venne creata nel 1968 a piazza Cavour posso rivendicare con orgoglio che io c’ero». Un veterano che ancora oggi continua a fare il suo mestiere a bordo della sua Zafira, Taxi Isernia 40, con passione e «spirito di servizio». «Perché così deve fare un tassista che svolge il suo lavoro a Roma».

 

Da quel 1968 ne è passato di tempo: oggi è stata introdotta tanta innovazione. Cosa non è cambiato?

«La politica, nel senso di attività. A noi tassisti ci è venuta sempre un po’ contro. Perché non ci si è mai resi conto di una cosa».

 

Quale?

«Che il nostro mestiere è un servizio, e dobbiamo essere formati a dovere. E chi lavora nell’Urbe deve sapere di stare a Roma. Io ho studiato per conto mio. So tutto di qualsiasi obelisco, qualunque fontana, mi ricordo le date di fondazione dei palazzi storici. E il prossimo Sindaco, chiunque salirà al Campidoglio, deve avere consapevolezza del nostro mestiere e comprendere che i taxi devono circolare dappertutto, per dare sempre ai turisti la chance di vedere le bellezze della Capitale comodi insieme a chi li guida a conoscere la città più bella del mondo».

 

È questo lo «spirito di servizio» di cui parla?

«È tutto insieme: vuol dire accompagnare allo stesso modo persone di qualsiasi estrazione sociale, aiutare i meno fortunati quando scelgono di prendere un taxi, i disabili, i non vedenti, etc. Offrire il nostro servizio a tutti senza distinzioni. E in questo oggi siamo aiutati dall’incentivazione della qualità».

 

Si riferisce alla tecnologia che si è imposta?

«Ai miglioramenti a tutto campo. Prima c’era solo un libricino per la conoscenza delle strade, il Radio Taxi ha facilitato di molto, ad esempio. Poi il satellite ancora di più. E oggi sono state introdotte nuove possibilità di pagamento per l’utenza che risulta in questo modo facilitata: bancomat, buoni e via dicendo, ci sono le App a portata di smartphone. Abbiamo accesso a più formazione noi tassisti, soprattutto quelli di nuova generazione. E il 3570 ha raggiunto importanti traguardi».

 

Come il lancio del 3570 Gold.

«Quella è un’opportunità notevole nata per venire incontro alle esigenze dei clienti. Ma il 3570 ha concretizzato anche accordi importanti col settore del sociale ed altro che hanno fatto cambiare decisamente volto al servizio. Dobbiamo ringraziare davvero il nostro Presidente Bittarelli che ha dato una spinta più proficua al nostro lavoro tramite agevolazioni non di poco conto».

 

Qual è, secondo lei, il modo giusto di fare il tassista a Roma?

«Le racconto un aneddoto così mi spiego meglio. Io ho clienti di tutti i ceti, sul mio taxi sono saliti anche personaggi famosi, del mondo del cinema, dello spettacolo e tanti politici. Quando li riconosco i politici faccio lo gnorri, ma sono un chiacchierone e inizio a parlare di Roma che amo. Una volta, anni fa, è salito un Ministro e l’ho buttata lì: la prima riunione del Regno d’Italia? Lui niente, zitto. Stesse scene con alcuni deputati. Ma questi non sanno niente… Ci sono cose che chi è nato o vive a Roma o lavora nelle istituzioni dovrebbe sapere della Città Eterna. Quanto sono lunghe le sue mura, perché il Muro Torto è fatto coi mattoni di terracotta e non di tufo, quanti ettari fa Villa Borghese, la sua storia…Non so se è il modo giusto, ma questo vuol dire, per me, fare il tassista a Roma. Rispettare e amare la città e i clienti. Il mio taxi è lucido tutti i giorni, lo lavo da solo. Per rispetto a chi ci sale. Mi fanno i complimenti, e a me mi si apre il cuore. Bisogna prendersi cura della clientela, degli stranieri che arrivano a casa nostra, di tutti. Ho clienti fissi dal ’74, quando avevo ancora il mio vecchio taxi, una Record a cui ho dedicato una poesia "Addio vecchio taxi". L’educazione nella vita non costa molto ma vale molto, ed è la stessa filosofia alla base del 3570».

 

Il personaggio noto più simpatico che ha avuto a bordo?

«Vittorio De Sica, quello che si dice un bravo cristiano, simpatico, alla mano. Albertone, invece, mi deve ancora 100 lire dal ’63: la corsa veniva 600, lui andava di fretta e mi buttò 500 lire d’argento sul sedile, di lui mi è rimasto questo ricordo».

 

Sfatiamo il mito…è vero o no che voi tassinari non sapete le strade di Roma?

«Alcuni più giovani forse, il resto è molto leggenda metropolitana».

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