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Tra sfottò e pronostici Il derby Lazio-Roma viaggia sulle frequenze radio della Capitale

Tra sfottò e pronostici Il derby Lazio-Roma viaggia sulle frequenze radio della Capitale

Impazza il derby dell’etere capitolino, tra radio, dirette, messaggi WhatsApp e programmi televisivi. Un caso unico al mondo, nella Città Eterna infatti esistono otto emittenti (di cui due ufficiali che qualche anno fa si sono sfidate per la frequenza) che trattano Lazio e Roma per ventiquattro ore al giorno. Live streaming ed appuntamenti storici, canali social e quindi un confronto totale con il pubblico da casa, il coinvolgimento è al 100%.

La stracittadina è già scattata da qualche settimana, non mancano gli sfottò e le prese in giro tra i vari conduttori, tra pronostici e scaramanzie di ogni tipo. Biancocelesti e giallorossi si preparano ad una stracittadina d’alta quota, sulle frequenza della Capitale invece i protagonisti restano i tifosi, un po’ opinionisti e un po’ allenatori. C’è chi chiama tutti i giorni in diretta, anche più di una volta al giorno, e cambia nome per non essere riconosciuto tra un intervento e l’altro. Follia allo stato puro, qualcosa di incontrollabile, lontano anni luce da realtà come Torino o Milano. A Roma il pallone si vive in questo modo per tutto l’anno, si mastica continuamente in macchina e al lavoro, a scuola oppure al bar di riferimento, figuriamoci a pochi giorni dalla partita più sentita della stagione. Per l’occasione abbiamo contattato diversi conduttori radiofonici e televisivi, veri punti di riferimento per i tifosi di Lazio e Roma. La febbre sale, l’ansia è in arrivo, ecco perché il derby della Capitale è il più bello del mondo. 

 GUIDO DE ANGELIS Editore e fondatore della rivista Lazialità, giornalista televisivo e radiofonico, punto di riferimento per i tifosi biancocelesti. Guido De Angelis, telecronista ufficiale per Mediaset Premium, si appresta a vivere un altro derby: «Questa volta almeno ce lo giocheremo alla pari, cosa che purtroppo non accadde lo scorso anno. Mi auguro che la Lazio possa interpretare bene la partita e tornare finalmente a vincere una stracittadina. Noi dobbiamo dimenticare assolutamente il 26 maggio, tanto loro se lo ricorderanno per sempre». Fiducia a Inzaghi, uomo rivelazione e leader all’interno dello spogliatoio, De Angelis non ha dubbi: «Potrebbe essere il tecnico giusto per affrontare un match simile. Simone respira l’aria di Roma da diverso tempo, conosce benissimo l’atmosfera, ha qualcosa in più rispetto agli altri allenatori. Cosa temo dei giallorossi? Sono una squadra smaliziata, con tanta gente di qualità e personalità. Riescono sempre ad essere superiori dal punto di vista emotivo, la Lazio dovrà dimostrare di ribattere colpo su colpo, senza farsi condizionare. Servirà attenzione e concentrazione».

 MICHELE PLASTINO Goal Di Notte accompagna da oltre trent’anni le domeniche di tutti gli appassionati di calcio. Un appuntamento imperdibile, capitanato da Michele Plastino, giornalista e pioniere dell’emittenza televisiva romana. Domenica arriva il derby, Lazio e Roma tornano a sfidarsi per obiettivi importanti, il pronostico è aperto a qualsiasi risultato: «Sono veramente indeciso, non è semplice trovare la squadra favorita. Tatticamente e tecnicamente i biancocelesti sono avvantaggiati in attacco, non a caso la Roma per situazioni diverse ha nella difesa il proprio punto debole. Però i giallorossi riescono sempre a tirar fuori qualcosa d’interessante, sia per gioco che per caratura. Questo bilanciamento farà decidere il match, mai come domenica conterà l’approccio alla partita». Inzaghi e Spalletti, sarà anche la stracittadina delle due panchine: «Simone è veramente bravo, ha dimostrato un’idea di calcio interessante, è maturato molto con il passare dei mesi. L’uomo partita? Sicuramente Felipe Anderson. Si è ripreso benissimo dopo l’arresto del padre lo scorso anno, non era semplice rialzarsi, lui invece ce l’ha fatta». 

 PAOLO COLANTONI L’appuntamento è per tutti i martedì sera alle ore 21 su Teleroma 56, Paolo Colantoni presenta da ormai sette anni 56 Lazio. Trasmissione di statistiche e analisi delle partite, con approfondimenti in studio. Domenica però è alle porte e in città si respira l’ansia da derby, Lazio e Roma sono pronte: «È troppo tempo che la Lazio non vince una stracittadina, è arrivato il momento di invertire il trend. Simone Inzaghi conosce meglio di chiunque altro l’ambiente capitolino, sono convinto che saprà scegliere la formazione migliore. Per quanto riguarda gli uomini mi affido totalmente a Felipe Anderson, l’elemento più decisivo e in grado di cambiare le sorti di una partita». Occhio però alla velocità dei giallorossi: «Bisognerà bloccare assolutamente Salah, con le sue ripartenze può mettere in difficoltà qualsiasi difesa». La Lazio sogna la Champions League, il cammino è sorprendente: «Un risultato positivo permetterebbe alla squadra di guadagnare ulteriore autostima e di lanciare un segnale importante al campionato. A quel punto la banda Inzaghi non potrebbe più nascondersi».

 STEFANO PANTANO A Radio Sei 98.100 il derby è già scattato da qualche settimana, Stefano Pantano è in onda insieme ad Alessio Buzzanca tutti i pomeriggi dalle ore 14. La Lazio non ha intenzione di fermarsi, la Roma arriva nel momento giusto, il fattore emotivo però conterà tantissimo: «Purtroppo non sarò presente per motivi di lavoro - ha spiegato Pantano - seguirò il derby da lontano e la sofferenza sarà doppia. Arrivare alla stracittadina in un momento così bello non è sempre positivo, la Lazio è avanti sia psicologicamente che fisicamente, di solito però chi è favorito fa sempre un po’ di fatica a spuntarla». Attenzione e concentrazione, l’arbitro può fare la differenza: «Mi auguro che tutto vada per il meglio, loro in questo momento hanno un record difficilmente eguagliabile, di valore europeo. In passato hanno festeggiato tanti record inutili, ora che ne hanno uno vero da rivendicare invece non mi sembra che venga dato il giusto risalto mediatico. Chi può decidere la partita? Felipe ha una marcia in più, non è romano e sicuramente sentirà meno la partita. Questo può essere un aspetto positivo».

 FRANCESCA TURCO Ventiquattro ore di Lazio, tutti i giorni rigorosamente sulle frequenze di Radio Incontro Olympia. Per tanti tifosi è diventato un appuntamento fisso, sui 105.8 FM la mattina si apre col sorriso grazie all’ironia di Emanuele Artibani. Rassegna stampa e non solo, il derby però s’avvicina e il conduttore non teme il confronto: «Dentro di me sono sicuro che li prenderemo a “pallonate”, ma l’importante è che passi il messaggio contrario. Chi mi spaventa di più dei giallorossi? Nessuno, nemmeno l’arbitro, considero la Roma una squadra sopravvalutata». Solo applausi invece per la Lazio di Inzaghi: «Da qualche mese l’ho ribattezzato in diretta “il Vipera”, è velenoso e preparato, personalmente non gli davo una lira». Il palinsesto si chiude con la storica trasmissione «Diario di Bordocampo» di Francesca Turco: «Sarà inaspettatamente un derby d’alta classifica, soprattutto per la Lazio reduce dalla bufera Bielsa. Inzaghi però ha ricreato una squadra e motivato l’ambiente. Uomo decisivo? Keita, la sua velocità può mettere in difficoltà la difesa della Roma».

 STEFANO DE MARTINO Da qualche anno è entrata nell’etere anche l’emittente ufficiale del club, Lazio Style Radio 89.3 FM. Trasmissioni live dal campo d’allenamento, interviste con i calciatori, conferenze stampa e approfondimenti sulle partite. Il direttore Stefano De Martino ha commentato la stracittadina in programma domenica all’Olimpico: «Nessuno credeva alla possibilità che una società di calcio potesse aprire una radio di proprietà, la Lazio invece è stata la prima in assoluto a farlo. Come club - oltre al calcio - abbiamo portato anche “la radio a Roma...”. La gara di domenica sarà una partita di grande livello, il mister pensa a questo appuntamento dal ritiro estivo di Auronzo di Cadore». Sarà fondamentale la spinta dei tifosi biancocelesti sugli spalti: «Mi auguro di ritrovare più gente possibile allo stadio, la nostra immagine farà il giro del mondo, saranno infatti circa 60 i Paesi collegati via Tv. Chi deciderà il derby per la Lazio? Il gruppo, mai come quest’anno vale questa regola. Non c’è un uomo Lazio, esiste solo la forza dello spogliatoio».

 STEFANO PETRUCCI Colonna portante e voce inconfondibile di Tele Radio Stereo, Stefano Petrucci preferisce partire dall'argomento più discusso che aleggia intorno al derby, «perché uno stadio con pochi tifosi è già una sconfitta per tutti». Poi c'è la partita, che questa volta non mette in gioco soltanto la «semplice» rivalità cittadina: «È un confronto strano, forse perché vale tanto per la classifica e di conseguenza diventa complicato leggerlo anche dal punto di vista tattico. Mi aspetto però una bella gara, la Roma ha più qualità, ma ci sono individualità importanti da entrambe le parti». Dei fattori positivi che non hanno però ancora cambiato la visione di un evento ancora troppo radicato nel confronto cittadino: «Ho la sensazione che per la Roma questa gara sia un po' un fastidio mentre per la Lazio mi sembra che sia già la partita della vita. Se non ci impegniamo ad uscire da questa logica allora non si arriva da nessuna parte». Con un unica certezza: «C'è poco da girarci intorno, il derby è bello soltanto per chi lo vince. Non sarà il massimo dell'originalità, ma io punto ancora su Dzeko».

 CARLO ZAMPA Vive il derby come un «fastidio» Carlo Zampa, telecronista tifoso e conduttore per Retesport, che in rosso ha segnato un’altra data sul calendario della Roma: «Io considero il derby quello del 17 dicembre a Torino, con la Lazio non lo sento... Perché guardo avanti e non indietro. Quello di domenica per me è solo un fastidio». Un punto divide le due squadre in classifica: «Noi siamo avanti, perciò stiamo meglio rispetto a loro che vivono solo di questa partita. Il resto del campionato non ha importanza per i laziali, se non per le squadre che affrontano la Roma: sono complessati, vivono del nostro riflesso da quando sono nati. Totti ha fatto il record e hanno tirato fuori Piola, che prima di allora non se l’erano mai filato. Non hanno mai goduto delle loro poche vittorie. Scudetto del 1915? Una cosa ridicola». Sarà una stracittadina ancora una volta con pochi colori sugli spalti: «Purtroppo siamo abituati a vedere lo stadio così, solo qui a Roma ci sono questi provvedimenti. Assisteremo ad una partita deludente da questo punto di vista, ma non per colpa dei tifosi».

 DAVID ROSSI Direttore responsabile di Roma Radio, emittente ufficiale del club giallorosso, David Rossi è già immerso nel clima da stracittadina. Rispettando la storiche linee guida di una volta, tra un pizzico di ironia ed un’inevitabile, quanto necessario, ricorso allo sfottò: «Dopo il no di Bielsa e l'arrivo di Inzaghi, mi spaventa la costruzione di questo nuovo Barcellona». Il tecnico biancoceleste intanto continua ad ammettere di pensare al derby da circa 8 mesi, motivo che provoca ulteriori preoccupazioni: «Si parla di una grande squadra, con un gioco riconoscibile. Grande difesa, un grande regista di centrocampo, un attacco che fa paura. Quindi direi che la Roma è spacciata». Non si scherza invece con la situazione legata all'Olimpico, svuotato da tifo e colore: «Un derby vuoto sugli spalti provoca soltanto tristezza e malinconia, purtroppo siamo arrivati a questo punto. Sono sicuro però che si vivrà una splendida atmosfera quando si apriranno i cancelli del Tre Fontane per poter lasciar respirare alla squadra durante l'allenamento il calore unico dei tifosi romanisti». E l'uomo derby? «Facile, Delvecchio».

 MAX LEGGERI Tre punti nel derby per vincere lo scudetto. Max Leggeri, voce di Centro Suono Sport, scommette sul successo in campionato della Roma qualora riesca a superare l’ostacolo biancoceleste: «La mia sensazione è di scudetto. Se vinciamo non ci ferma più nessuno. Contrariamente al passato, quando era un’accozzaglia di maniscalchi, la Lazio è una buona squadra, ha un buon allenatore e un bel gruppo, ma se la Roma gioca da Roma batterà la seconda squadra della capitale. Il vaticinio che mi sento di fare è che se si aggiudicherà questa sfida si aggiudicherà anche lo scudetto. Il grimaldello per scardinare la porta è proprio il derby». La Juventus non fa paura come nelle stagioni passate: «Ci sono tre componenti per la vittoria del titolo della Roma: che la detentrice ceda il passo, e sta succedendo, che non ci sia una valida alternativa, e il Milan non mi sembra all’altezza, e che la più accreditata dopo la Juve possa essere convinta dei propri mezzi». Il pronostico di Leggeri per domenica è da brividi: «Sarà una gara combattutissima, 1-1 fino all’ingresso di Totti, che al 91’ segna il 2-1 definitivo».

 MARIO CORSI Derby senza storia per Mario Corsi, meglio conosciuto come Marione, conduttore radiofonico sulle frequenze di Centro Suono Sport: «Il mio pronostico è che vince la Roma. I giallorossi si fanno preferire perché sono più forti, il fatto che la Lazio sia ad un punto di distanza in classifica vuol dire poco, non ha fatto chissà cosa per stare lì». Stavolta il «pericolo» romanità non lo preoccupa: «I giocatori più importanti, De Rossi e Totti, hanno una maturità tale che il derby non li logora più di tanto. Quest’anno ci credo nello scudetto, perché la Juventus è in un calo ideologico dovuto al fatto che ha vinto tanto, forse anche troppo... La squadra è forte, ma Allegri fa delle cose incredibili». Per Marione la pressione del derby è più forte sulla Lazio: «Sono loro a dover dimostrare qualcosa, non la Roma. I giallorossi perdono questa gara solo se vanno nel panico quando la Lazio cercherà di attaccarli e se dovesse arrivare un gol anche casuale: c’è un problema psicologico. Ci deve pensare l’allenatore a risolverlo». Capitolo curve: «Una volta c’era Boca-River e poi Roma-Lazio, adesso ci hanno sorpassato tutti».

 VIRGILIO MONOSILIO Voce storica dell'etere romano, anche Virgilio Monosilio è pronto per il derby, che quest'anno si preannuncia equilibrato. Oltre ogni aspettativa: «Non mi aspettavo una partita ad alta quota, perché la Lazio secondo me si ritrova più punti di quelli che pensavano di avere. Sicuramente la Roma è la squadra che ha più da rimetterci guardando il calendario». Con il sogno che possa essere decisa da un giocatore in particolare: «Mi piacerebbe un gol vittoria di De Rossi, è quello che lo meriterebbe di più. Altrimenti va bene anche Dzeko, perché il bosniaco è un giocatore vero e lo era anche lo scorso anno. Ma qualcuno se ne è accorto tardi e adesso fa la fila per salire sul carro». Ultimo passaggio riservato all’Olimpico, il «teatro» che accoglierà un evento sempre più lontano dai grandi fasti del passato: «Parlo soltanto della Curva Sud, poco mi interessa degli altri. Le barriere sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non riesco a capire cosa sia capitato di tanto grave per creare una situazione così allucinante. Mi dispiace, la Curva ha sempre regalato qualche punto in più alla squadra».

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  • enzo38

    Vincenzo

    Ammaturo

    11:11, 30 Novembre 2016

    che il derby torni ad essere una festa.

    Trovo alcuni commenti apprezzabili,ma nessuno che scriva deciso per riportare il derby alla allegria, al confronto sportivo che era ormai parecchi anni fa, quando ancora si andava allo stadio tutti insieme senza divisioni. Divisioni sempre peggiorate senza che il tremendo episodio Paparelli abbia portato la minima riflessione. Ogni giocatore che arriva a Roma, a una delle due squadre, viene subito sottoposto a una cura intensiva di provincialità, inculcandogli il credo che il derby e' tutto per i tifosi.Penoso. Niente di peggio. E i media, come sempre , non solo non fanno nulla per questa mentalità così limitata e perdente, ma ci intingono il biscotto anche loro, quando non fanno di peggio.. Alla mia generazione non resta altro che ricordare le saracinesche dipinte con i colori avversari in caso di sconfitta, le allegre invasioni dei napoletani, gli incredibili sfotto' verbali sugli spalti di Firenze. Immagini bellissime di un calcio che non c'e' piu'. Quel calcio in cui andare allo stadio la domenica era una festa che durava una settimana, per poi sognare la partita successiva..

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