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13/05/2014 06:06

Harakiri Fognini

Tennis Agli Internazionali Bnl il ligure subito ko con Rosol Il Centrale lo fischia, lui ironizza: «Sono solo 15°al mondo»

Internazionali BNL d'Italia 2014

Maledetta pressione. Troppa, improvvisa e insopportabile per le spalle del nuovo eroe del tennis azzurro Fabio Fognini, subito eliminato dagli Internazionali Bnl d'Italia e sommerso dai fischi del pubblico del Centrale. Perché al Foro Italico si può perdere, ma non così, senza lottare né reagire alle bordate del ceco Rosol, noto quasi solo per aver eliminato un Nadal decisamente menomato 2 anni fa a Wimbledon.

Roma ama i propri beniamini, li sommerge d'affetto dal primo all'ultimo punto ed è pronta ad applaudirli anche in caso di sconfitta. In cambio chiede solo una cosa: il cuore. Fognini lo sa, ma stavolta - dopo l'irresistibile scalata fino al 13° posto del ranking mondiale e l'impresa in Davis contro Andy Murray - la pressione era davvero troppa, e lo si era capito già alla vigilia, nello sguardo del numero uno azzurro.

L'orripilante scena muta messa in campo sul Centrale del Foro Italico non ha altre spiegazioni: mai Fognini è entrato davvero in partita, passivo sulle accelerazioni del gigante Rosol (21 colpi vincenti contro gli 8 del ligure), inguardabile nello sprecare con quattro errori consecutivi (alla fine saranno 24 contro i 21 del ceco) un prezioso 0-30 nell'ultimo game del primo set, semplicemente inesistente fino al 6-3 6-2 finale. «Rosol ha messo dentro tutto - ha osservato con onestà Fognini - e ha giocato meglio. Io poco cattivo? Se tiro la racchetta mi criticate, almeno stavolta potete dire che sono stato bravo. La verità è che a me girano le scatole per ogni sconfitta, a Roma in modo particolare perché abbiamo un solo torneo in Italia. Ma in fondo ho perso solo un match: la vita va avanti, voglio guardare alle cose positive e al Roland Garros, il torneo più importante».

Tutto giusto, anche se l'eco dei fischi del Centrale è ancora forte. Così come la reazione istintiva, ma inutile, dell'eroe Fognini, un pollice alzato in tono polemico vero il pubblico. Il Foro, stavolta, non ha capito il momento del tennista ligure, la pressione schiacciante del risultato da ottenere ad ogni costo, nel torneo di casa. Ma l'azzurro, da parte sua, non ha saputo capire la delusione del Centrale per un sogno scappato via troppo in fretta: «I fischi? Meritavo anche di peggio - ha ironizzato Fognini - Quest’anno ho fatto molto per l’Italia, vincendo cinque match su sei in Davis. Sono 15° nel ranking Atp e dopo quattro mesi sono ancora tra i top 10 nella Race (la classifica che tiene conto dei risultati stagionali, ndr), ma non posso cambiare la mentalità di tutti». Forse, però, non ce n'è bisogno. Perché al Foro si può perdere, anche male: basta - si fa per dire - vincere la pressione e metterci il cuore.

Daniele Palizzotto






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