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Dopo il ko in Champions

Roma-Milan, Di Francesco: "Basta errori"

Ma adesso giù le mani da Di Francesco

Eusebio Di Francesco

Una intende difendere il terzo posto con le unghie, l’altra va a caccia del colpo per coltivare il sogno Champions. Domani sera i riflettori si accendono sull’Olimpico, teatro di una sfida, Roma- Milan, che mette di fronte due formazioni dagli stati d’animo opposti dopo i rispettivi impegni in Europa. I giallorossi si leccano le ferite dopo la caduta di Donetsk e devono scacciare lo spettro del flop Champions, i lanciatissimi rossoneri hanno sbrigato in Europa League la pratica Ludogorets centrando gli ottavi già ipotecati all’andata. Dove, peraltro, affronteranno l’Arsenal in un incrocio dal sapore dei tempi ruggenti. Entrambe, ovviamente, si rispettano e si temono. Anche perché dalla sfida di domani sera possono uscire interessanti indizi sul proseguo della corsa al terzo e al quarto posto. Doverose parole di elogio da parte di Di Francesco per i rossoneri: «Il Milan ha un’ottima squadra, Gattuso ne ha sfruttato al meglio le qualità con il suo ottimo lavoro. Praticano un buon calcio. Credo che il 4-3-3 esalti le caratteristiche dei giocatori». Una gara che apre un delicatissimo ciclo per i giallorossi. «I periodi sono sempre delicati, ma visto che le partite sono sempre di meno i margini di errore sono limitati. È un momento importante. Dobbiamo mantenere e volere fortemente il terzo posto in campionato e, in Champions, passare il turno con lo Shakhtar».

A proposito della sfida in Ucraina, la conferenza odierna è stata l’occasione per chiarire sul dopo-gara. Assicura Di Francesco: «Tante cose uscite non sono vere. Dopo la partita non parlo mai con la squadra, né con i dirigenti. L’ho fatto con i giocatori solo ieri». Lanciando un preciso messaggio: «In Champions abbiamo la possibilità di passare il turno, lo abbiamo dimostrato nei primi 50’. E dobbiamo rigettarci con determinazione sul campionato. Dobbiamo avere maggiore continuità, restando in partita per maggior tempo». Però il tecnico aggiunge che «se c’è stato qualcosa di personale, rimane personale». E come si interviene sulla questione continuità? «Cercando di stimolare costantemente la squadra, richiamando all’attenzione. È inconscio, non credo che a Donetsk i ragazzi siano scesi in campo per perdere: volevamo tutti un risultato positivo. Dobbiamo fare tesoro degli errori per il ritorno ma anche per il campionato». Ovviamente serve che alcuni giocatori-chiave ritrovino in fretta la loro migliore versione. Come Nainggolan: «La sua prestazione da trequartista? Non è una questione di sistema di gioco, ma di aspetto mentale. Radja deve ritrovare forza e determinazione. Per me l’importante non è il singolo, ma il lavoro di squadra. Per Nainggolan è un momento particolare ma sono convinto che tornerà il Nainggolan che tutti conosciamo». Riguardo le condizioni del sempre discusso Schick, il tecnico garantisce che «potrebbe giocare dall’inizio».

Di Francesco ha poi parlato di questi primi mesi sulla panchina dei capitolini. «Allenare una grande squadra non è mai facile, al di là che sia la Roma, dove si vive di alti e bassi. Ero consapevole di trovare questo ambiente, ma non mi piacciono quando si fanno bilanci troppo prematuri. Arriviamo a fine stagione per dare una risposta definitiva». «Sicuramente - aggiunge - se si sono intervallati così tanti allenatori alla Roma qualche problemino c’è stato nella gestione generale. Ma ribadisco di essere contentissimo di affrontare questa avventura». Anche Gattuso mostra grande rispetto per l’avversario. «I risultati forse dicono che non è nel miglior momento, però nel primo tempo con lo Shakhtar ha mostrato grande calcio. Nel secondo tempo la Roma ha sofferto tanto nella ripresa ma ha grandi individualità ed è ben allenata. Dobbiamo stare molto attenti. Spingono molto con i terzini, hanno qualità in mezzo al campo. Ci vorrà una grande prestazione», avverte. «Sappiamo che ci possono mettere in difficoltà, ma andremo là a giocarcela sicuramente».

Tutti a disposizione ad eccezione di Antonelli. «Servirà fare la partita perfetta. Non bisogna dar loro campo, altrimenti ci faranno passare le pene dell’inferno». Milan atteso da un autentico ’tour de forcè tra campionato, Coppa Italia ed Europa League. «Dobbiamo sicuramente alzare l’asticella. Affronteremo giocatori fortissimi a livello tecnico e fisico. Dovremo dare il massimo e dobbiamo renderci conto anche noi a che livello siamo arrivati». L’aver riacceso l’entusiasmo dei tifosi è senza dubbio è stato il primo obiettivo centrato. «Ma bisogna continuare così, altrimenti si spegne di nuovo», sottolinea. «Il Milan ha bisogno in questo momento dei suoi tifosi e la storia del Milan dice l’Europa è sempre stata casa sua. Dobbiamo conoscere i nostri limiti e dare qualcosa in più per riportare questa società dove è stata per tantissimi anni. Saranno partite difficilissime ma penso una alla volta. Penso che questa squadra qualche soddisfazione se la può togliere. Dobbiamo fare meglio, se vogliamo giocare alla pari con queste squadre. Senza sbagliare nulla. È innegabile che in questi 15 giorni ci giochiamo tanto».

Di possibile corsa sull’Inter per il quarto posto, però, Ringhio non vuole sentire parlare. «Nello spogliatoio non sento questi discorsi, si pensa partita dopo partita. In questo momento dobbiamo prepararla così, poi vedremo dove arriveremo. In questo momento non siamo nelle condizioni di poter sbagliare nulla, se sbagliamo due partite siamo fuori dai giochi. Testa alla Roma poi vedremo cosa succederà». E sfoderando la consueta umiltà, il tecnico respinge l’idea che sia già nato il "gattusismo. «Ancora la strada è lunga, ho tanto da imparare. Ero dipinto - dice - come quello che non sapeva costruire palle gol ma in questo momento per le caratteristiche e la bravura dei giocatori che abbiamo in avanti riusciamo a sviluppare anche in modo migliore. Ma è un dato di fatto che le mie squadre subiscono pochi gol. Ed è una cosa che mi piace. Le squadre si costruiscono sul primo, non subire. La mia caratteristica è questa e spero di mantenerla nel tempo. Ma è ancora presto per parlare di ’gattusismò. Meglio lasciare, per ora, il cholismo...». Il tecnico ha convocato tutta la rosa per la trasferta nella Capitale. Mercoledì, sempre all’Olimpico, i rossoneri sfideranno la Lazio nella semifinale di ritorno di Coppa Italia.

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