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ALL'OLIMPICO 3-1 PER I BIANCOCELESTI

La Lazio sbanca al derby: Keita show e la Roma va ko

La Lazio sbanca al derby: Basta e bis di Keita, la Roma va ko

Altro che paradiso. La Lazio manda la Roma all’inferno e con un netto 3-1 si prende anche il quarto derby stagionale. I giallorossi cercavano il riscatto dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, invece finiscono col subire un’umiliazione pesante in termini di prestazione e risultato. La festa biancoceleste avvicina quella della Juventus e dà al Napoli, impegnato stasera a Milano contro l’Inter, la possibilità di portarsi a -1 dal secondo posto.

LE SCELTE Spalletti schiera l’undici-tipo con El Shaarawy, Nainggolan e Salah dietro Dzeko. De Rossi torna titolare in mezzo al campo, Rudiger agisce largo a destra in difesa. Non può scommettere sulla formazione migliore Inzaghi, causa forfait last minute di Immobile, vittima di un attacco influenzale durante il riscaldamento: al suo posto Lukaku e compiti da prima punta consegnati a Keita.

PRIMO TEMPO Partenza sprint della Roma, al 2’ Dzeko ha un’occasionissima: Strootman pesca in area il bosniaco, che stoppa di sinistro e tira col destro, ma c’è Strakosha ad alzare il pallone sopra la traversa, concedendo solo il corner. Al 9’ si accende Salah, supera Lukaku in velocità e piazza il diagonale, deviato dal portiere biancoceleste. Prima chance subito sfruttata dalla Lazio, che al 12’ si porta in vantaggio: Keita-gol, finta che manda fuori giri Fazio, poi il senegalese fa passare il pallone col mancino sotto le gambe di Palmieri e Szczesny non ci arriva, è 0-1 all’Olimpico. La Roma accusa il colpo, Lukaku reclama un rigore per un intervento al limite di Fazio (il penalty poteva starci), poi è Parolo ad impegnare il numero uno giallorosso con una conclusione angolata. Al 36’ ancora Lazio in attacco, Keita si fa fermare da Fazio, ma la palla arriva a Parolo, che calcia d’istinto e trova la parata di Szczesny: solo angolo. Dzeko protesta e chiede il rigore per una trattenuta di Bastos mentre cercava di colpire di testa il pallone, per l’arbitro non c’è nulla e si prosegue. Inzaghi è costretto a cambiare Lukaku al 43’ per un infortunio muscolare: entra Felipe Anderson. Al 44’ il penalty arriva, ma è una clamorosa simulazione di Strootman, che non viene toccato da Wallace. De Rossi trasforma e dimostra di aver fatto bene i compiti in settimana: il tiro non è irresistibile, ma basta per spiazzare Strakosha. All’intervallo è 1-1.

SECONDO TEMPO Spalletti modifica l’assetto tattico con l’ingresso in campo di Bruno Peres al posto di El Shaarawy e la prima occasione è proprio per i giallorossi: Dzeko da due passi spara alto e si divora la rete del vantaggio. Gol mancato, gol subìto: Basta grazie a due rimpalli favorevoli su Manolas e Fazio disegna una traiettoria beffarda su cui Szczesny non riesce a intervenire. Biancocelesti ancora avanti all’Olimpico (quasi 44 mila gli spettatori). Keita sfiora il tris al quarto d’ora, pallonetto sul fondo. Poi è Felipe Anderson con un’azione personale ad arrivare davanti alla porta, sinistro sul primo palo, difeso col piede dal portiere polacco. Spalletti cambia ancora, entra Perotti per Fazio e si torna alla difesa a quattro. Al 28’ una sostituzione che potrebbe passare alla storia: fuori De Rossi, dentro Totti, un capitano per l’altro e forse inizia qui l’ultimo derby di Francesco. Nella Lazio altro infortunio, è De Vrij ad arrendersi e gli dà il cambio Hoedt. Al 37’ Szczesny salva un gol quasi fatto, Felipe Anderson fa tutto bene lanciato in contropiede verso la rete, ma ci pensa il polacco a fare il miracolo per provare a tenere in gioco la Roma. Non può nulla, però, quando Lulic serve a Keita una palla da mettere solo in rete, un destro che fa partire la festa biancoceleste: 1-3 e Roma al tappeto. Va di male in peggio nel recupero, Rudiger viene espulso per un’entrataccia su Djordjevic che potrebbe davvero costargli caro. La disfatta giallorossa è una buona notizia per Juventus e Napoli, oltre che per la Lazio che consolida il quarto posto in classifica: stasera la seconda posizione può tornare in bilico e allo scudetto bianconero mancano solo 4 punti.

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