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FINO AL 2020

Figc, Tavecchio rieletto presidente

Figc, Tavecchio rieletto presidente

Per i prossimi quattro anni la Figc sarà ancora la casa di Carlo Tavecchio. Il presidente federale è stato confermato alla guida di via Allegri. Sconfitto il rivale Andrea Abodi alla terza votazione con il 54,03% contro il 45.97% dell'avversario. Una vittoria di misura, come da pronostico, ma sempre un'affermazione che gli consentirà di portare avanti il lavoro iniziato due anni e mezzo fa quando, dopo il disastro del mondiale in Brasile e le dimissioni dell'allora presidente Giancarlo Abete, fu scelto per guidare il calcio italiano. Decisivo per il vincitore l'appoggio degli allenatori e degli arbitri, oltre a quello della "sua" Lega Dilettanti e della Lega Serie A, a grandissima maggioranza. Un Tavecchio provato dalla febbre che lo ha fiaccato nel fisico ma non nell'animo e che ha voluto dedicare la vittoria alla famiglia "ed a mio fratello (Gianni, ndr) che è sofferente", scoppiando poi in lacrime pensando al congiunto malato. Prima era arrivato l'appello all'unità, tramite la quale "possiamo portare questa grande nazione ad essere un riferimento a livello globale".

Insieme a lui gongola anche il consigliere federale Claudio Lotito, suo grande sponsor e fondamentale portatore di voti. Pure l'ad della Juventus, Beppe Marotta, esprime la sua soddisfazione. "E' quello che volevamo - argomenta - perché abbiamo potuto apprezzare il suo programma elettorale". Dal fronte degli arbitri, gli ultimi a sciogliere la riserva, il presidente Marcello Nicchi sottolinea come "tavecchioha meritato la nostra riconoscenza" perché "nonostante i tagli dei contributi del Coni, ci ha permesso di lavorare con tranquillità senza sottrarre un euro al nostro bilancio". Per lui si vocifera una possibile incarico di responsabilità nel prossimo Consiglio. Dagli allenatori si alza invece la voce di Renzo Ulivieri "Ci siamo fidati di tavecchio e del suo programma. Abbiamo fatto una scelta di continuità", dichiara.

Dall'altra parte della barricata Andrea Abodi non nasconde la propria delusione. "Ho dato tutto quello che potevo. C'è stata una partita ed un vincitore", dice. Niente regalo di compleanno per lui che è nato il 7 marzo 1960. Il suo futuro ora potrebbe essere anche lontano dal calcio. Destinatari della sua amarezza sono soprattutto gli arbitri che "mi hanno mortificato" concedendo il loro 2% a Tavecchio "dopo il rispetto e la collaborazione data al corpo arbitrale in 6 anni e mezzo". Se Abodi sceglie il politically correct il numero uno dei calciatori, Damiano Tommasi, ci va già duro. "In questa federazione vedo molte catene legate alle poltrone", spiega dicendosi deluso "soprattutto da arbitri ed allenatori". "Non pensavo che potessero votare tavecchioinvece è successo". L'altro grande elettore di Abodi, il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina, parla comunque di "risultato molto positivo" e di "segnale forte" verso la presidenza Tavecchio.

I numeri infatti parlano chiaro. Nel mondo del pallone italiano c'è una spaccatura che dovrà essere ricomposta, come da appello super partes del presidente del Coni, Giovanni Malagò. "Chiunque vinca, dopo le elezioni bisogna uscire fuori dalle logiche del proprio recinto e remare tutti dalla stessa parte", le sue parole nel discorso di apertura dei lavori. Un monito chiaro che tutte le componenti sono ora chiamate a seguire, non solo a parole ma con i fatti.

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