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GP DEL MESSICO

Vettel torna sul podio, titolo più vicino per Rosberg

Hamilton vince la seconda gara consecutiva ma il compagno della Mercedes, giunto alle sue spalle, mantiene 19 punti di vantaggio a due Gran Premi dalla fine

Vettel torna sul podio, titolo più vicino per Rosberg

Hamilton e Rosberg (LaPresse)

Lewis Hamilton vince il Gran premio del Messico e rosicchia sette punti al compagno di squadra Nico Rosberg giunto secondo al traguardo. A due gare dalla fine del mondiale quei diciannove punti di vantaggio possono bastare al tedesco della Mercedes per conquistare il suo primo titolo iridato. Insomma Hamilton ha capito che il destino di questo campionato non è più nelle sue mani: se anche vincesse le prossime due gare a Rosberg basterebbe arrivare secondo per fregiarsi del titolo piloti.

Hamilton ha vinto una gara noiosa animata solo alla partenza e da un finale incandescente merito soprattutto di Sebastian Vettel protagonista di una gara aggressiva e di una straordinaria rincorsa che lo ha portato negli ultimi due giri ad attaccare Max Verstappen. Per evitare il sorpasso del ferrarista l'olandese della Red Bull ha tagliato una chicane e non ha dato, come vuole il regolamento, la posizione a Vettel. Ci hanno poi pensato i commissari a fare giustizia e attribuire a Vettel il terzo posto. Per l'altro pilota di Maranello, Kimi Raikkonen un opaco quinto posto.

È stata come si è detto una gara perfetta, quella di Hamilton, e sagace quella di Rosberg che ha preferito non attaccare e dunque non rischiare limitandosi a controllare chi gli stava dietro, le Red Bull e le Ferrari appunto. Alla fine della giornata il tedesco della Mercedes è più vicino al titolo di quanto non lo fosse già dopo il Gran Premio degli Stati Uniti corso domenica scorsa ad Austin. Come diceva alla vigilia della gara il team manager della Mercedes Toto Wolfe parlando dei suoi due piloti, «sono liberi e ribelli», liberi di fare ciascuno la loro gara lo sono stati; ribelli non era necessario perché il muretto non ha dato ordini di scuderia. Che comunque i due piloti avrebbero rigettato essendo appunto «ribelli».

Solo alla partenza Rosberg ha cercato di attaccare il compagno di squadra: un tentativo tanto timido quanto azzardato perché il tedesco ha rischiato di essere superato dalle Red Bull che montavano gomme supersoft e dunque più performanti soprattutto all'avvio. Una partenza comunque subito segnata dall'ingresso della safety car dopo l'incidente occorso alla Manor di Pascal Wehrlain.

Alla ripartenza Hamilton ha conservato la testa della corsa e non l'ha più ceduta se non per il primo e unico pit stop. Conforta invece il risultato della Ferrari e di Vettel. I miglioramenti della macchina si sono visti ma soprattutto dopo tanti errori al muretto la strategia questa volta ha funzionato. Alla Ferrari hanno scelto una tattica certo rischiosa (Vettel è rimasto in pista con il primo treno di gomme per ben trentadue giri, praticamente metà gara) ma che alla fine si è dimostrata vincente. E anche Raikkonen, che si è lamentato durante tutta la corsa per il degrado delle gomme posteriori, alla fine è riuscito ad agguantare il quinto posto ai danni della Force India di Hulkenberg. Un brodino se si vuole anche utile.

Ora mancano solo due gare per assegnare il titolo: restano cinquanta punti per il vincitore. Hamilton ci proverà ma come si diceva ormai il destino di questo campionato non è più nelle sue mani.

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