cerca

Flop Ferrari e Seb va in tilt

Dopo Alonso la rossa ha «bruciato» anche Vettel Per il team si pensa all’ingegnere Mercedes Lowe

Flop Ferrari e Seb va in tilt

F1, GP di Malesia - la gara

 

Un anno fa in Giappone Vettel arrivò terzo alle spalle di Hamilton e Rosberg. Fu festa per l’anglocaraibico e il ferrarista, se questo fine settimana si ripetesse lo stesso risultato, la gioia sarebbe ancora più grande perché la Malesia ha rivelato che il «Re è nudo».

Ormai non si può più nascondere: Hamilton e Vettel sono due casi. Sul banco degli imputati deve salire il tedesco che annaspa quando la macchina non è performante, vedi Red Bull 2014, o la Ferrari incapace di costruire una vettura decente e che divora i piloti come Crono faceva con i suoi cinque figli? Di sicuro il quattro volte campione del mondo ha realizzato che il «regalo» ricevuto nel 2014 era una scatola vuota e di sicuro non è diventato un brocco. Forse non è un fuoriclasse alla Schumacher, ma la tesi più probabile è che preso dalla fregola di ottenere punti, almeno per tornare davanti a Raikkonen in classifica, ecceda nella guida, commetta strafalcioni tentando il tutto per tutto. Ma diciamo la verità non ha tante altre frecce al suo arco, è obbligato all’ all-in: se non lo facesse sarebbe criticato e bollato come un pilota bravo ma ordinario. E a se stesso e poi anche alla Ferrari che sta cercando di dimostrare di essere speciale. Nel bene e nel male. Umanamente Vettel è talmente comprensibile da suscitare ancor più rabbia nei confronti del Cavallino, disordinato e arruffone.

Mettiamoci nei suoi panni: in tre anni ha visto cambiare due presidenti, dal ventennale Montezemolo al commerciale Marchionne, tre team manager, dal troppo buono Domenicali alla meteora Mattiacci fino al concreto ma in probabile uscita Arrivabene e tre capi progettisti e motoristi: Costa, Marmorini e Allison. Più epurati vari. Un clima che potrebbe allontanare anche l’ingegnere della Mercedes Paddy Lowe che ha lanciato un assist alla Ferrari: «Non ho ancora rinnovato con il team, c’è qualche difficoltà», infatti, nonostante le smentite sull’acquisto di forze esterne, Marchionne è alla finestra, spettatore interessato e speranzoso. Ma oltre al blasone impolverato cosa ha da offrire? Mancano 5 gare al rompete le righe di Abu Dhabi e la Ferrari è in una palude, sta affondando nelle sabbie mobili di una stagione dolorosa da dimenticare e un futuro nient’affatto roseo o rosso che dir si voglia. Rischia di far la fine di Alonso, magari con meno polemiche, ma con la stessa mortificazione mondiale. Ed è questo che Vettel alla soglia dei 30 anni deve aver compreso. Non è tutto rose e fiori neppure nella casa della Stella a tre punte.

Dopo il nuovo k.o. Hamilton ha fatto fuoco e fiamme come il suo motore urlando al complotto e dicendo quello che in molti pensano: è da marzo che le sue Power unit sono costruite con il lego, mentre il compagno di squadra sembra guidare un carrarmato. Niki Lauda lo ha rimproverato: «Gli parlerò e quando arriveremo a Suzuka non ci sarà più alcun problema». Insomma, solo una coincidenza incredibile , ma che apre scenari impensabili per il mercato piloti.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Opinioni