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14/03/2011 05:30

La "cinquina" rianima
Montella e i suoi uomini

Francesco Totti esulta dopo il gol

Il derby di Totti, di Montella... ma soprattutto il derby della Roma: l’ennesimo. Quinto consecutivo. Quello che serviva a questa squadra per ritrovarsi in vista del rush finale all’inseguimento di quel quarto posto che salverebbe una stagione nera che ha rischiato più volte di andare in malora defintivamente. E invece proprio la Lazio, rivale di sempre nel dualismo capitolino, ha rimesso in piedi i giallorossi consegnandogli tre punti pesantissimi per morale e classifica. Ma nessuno l’avrebbe immaginato così questo quinto derby consecutivo vinto dalla Roma, quarto perso da Reja (su quattro), primo sigillo di Montella allenatore, una partita che i giallorossi hanno giocato meglio e poi chiuso in un finale di gara sconquassato dai soliti nervosismi da stracittadina della capitale. La Lazio quando è andata sotto ha perso la testa, Reja probabilmente non ha fatto i cambi che avrebbe dovuto e i suoi non sono riusciti a restare in partita: il rigore a tempo scaduto pesa più sul piano delle squalifiche in vista del Cesena che arriverà a Roma domenica prossima, che non per l'aggravio sul risultato finale a quel punto già acquisito e scontato.


Per Montella & Co. arriva un successo come manna dal cielo, doppietta del capitano (prima in carriera in una stracittadina) che spazza via tutte le nubi addensate sui cieli di Trigoria dopo la clamorosa debacle di Donetsk che aveva fatto riapparire fantasmi del passato e scattare nuovamente l'allarme: soprattuto sul fronte psicologico. Invece i giallorossi hanno tirato su la testa, giocato una gara attenta soprattutto sul fronte difensivo e colpito una Lazio forse rassegnata, magari inconsciamente, all'ennesima sconfitta. Doveva essere il derby del riscatto per i biancocelesti che si erano attaccati alla legge dei grandi numeri, ma si sono dovuti invece rassegnare davanti a una Roma riuscita ancora una volta ad affrontare con maggior tranquillità la stracittadina. Partita chiave molto più per la testa che non per una classifica ancora modificabile per entrambe le squadre a nove giornate dalla fine di questo campionato anomalo. Per la Roma un segnale di crescita sotto la guida di Montella che probabilmente è riuscito a sbloccare questo gruppo smarrito nell'era Ranieri e che sembra aver ritrovato l'unità d'intenti necessaria per tornare a lottare per le piazze che contano. «Giochiamo sempre per vincere» dichiara Totti a fine gara come per sottolineare un cambio di mentalità evidente all'interno dello spogliatoio. All'interno di un gruppo che sa benissimo quanto sia importante questo finale di stagione per la Roma intesa nella sua globalità. Conterà molto per la classifica che decreterà i pass europei del prossimo anno, ma moltissimo per i nuovi proprietari che continuano a seguire le gare in streaming dagli States in attesa delle mosse finali.


Questa derby segna infatti un altro passaggio epocale della società giallorossa: è stato l'ultimo per i Sensi e probabilmente l'ultimo che il nuovo presidente Thomas DiBenedetto vedrà in tv dall'altra parte dell'oceano prima di piombare a Roma per chiudere l'affare e mettersi in tasca le chiavi del club una volta per tutte. Bisogna guardare un po' oltre il proprio naso per percepire quello che sta arrivando. Un cambio di proprietà che stravolgerà il pianeta Roma dalla «testa» ai piedi e spalancherà la strada alla ristrutturazione e a un progetto (stavolta vero però...) che avrà tempi medio/lunghi. Un lavoro certosino affidato a mani sapienti in grado di capire di calcio, di rispettare le «specificità dei ruoli» e di progettare un grande rientro della Roma nel calcio che conta. Lì dove deve stare, senza che serva un derby contro una Lazio oggettivamente meno forte tecnicamente, per rimettere in piedi una stagione che ha mostrato tutti i limiti di questa gestione. Da lassù le sirene del passato e le solite nenie non si udiranno più... a quel punto sarà solo un brusio di fondo. Ininfluente!

 

Tiziano Carmellini






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