A Livorno è successo di tutto, la Roma è partita piano, ha recuperato, è andata via e poi è riuscita a farsi raggiungere ben due volte lasciando sul prato del Picchi due punti pesantissimi in ottica scudetto. Ecco, forse il problema è proprio questo: vietato pronunciare quella parola «maledetta» (o «benedetta» dipende dai punti di vista), perché ogni volta, sistematicamente, i giallorossi fanno harakiri. Eppure il Livorno non è certo una macchina da gol e viaggia in coda alla classifica con il terzultimo attacco della serie A. Tre gol tutti assieme Lucarelli non li segnava da aprile 2007, ma non ci ha messo molto a capire la fragilità difensiva di una Roma tornata a combattere con i fantasmi del passato, con quei black-out che l'avevano portata sull'orlo del baratro. Ranieri ha ridato smalto e orgoglio a questo gruppo al quale però manca sempre un soldo per fare una lira. Ah, siamo nell'era dell'Euro? Beh, a Trigoria qualcuno ancora non l'ha capito e continua a pensare di poter scalfire le corrazzate, che nell'euro navigano, con zattere legate a spago. Per il salto di qualità servono soldi e investimenti, perché le «idee» possono non bastare. Ora la Roma pensi a mettere in cassaforte questo terzo posto preziosissimo
(ancora per nulla scontato) e la società inizi a costruire un futuro vincente... e meglio se lontano da braghe meneghine.
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15/03/2010