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Al Gran Premio di Milano il tedesco Quijano si ripete

Enrico Tonali «Quijano uber alles» nel 120° Gran Premio di Milano (gruppo 1, 3 anni e oltre, 2400 m, 297 mila euro, 9 partenti) ultima grande corsa di primavera che il panzer tedesco (Andrasch Starke in sella) ha vinto (2,78 al toto, 2'29”60 il tempo) come nel 2008.

Secondo a una lunghezza Age Of Reason (Dwyer) del team Godolphin, terzo l'italiano Voila Ici (Demuro), quarto Vol De Nuit (Rispoli) capace a 8 anni di condurre la corsa e lottare per un piazzamento, quinta la francesina Winkle (Monteriso) dell'Aga Khan. Castrone (2002, da Acatenango), Scuderia Faehrhof, allenatore Peter Schiergen, Quijano è un giramondo (andrà in Canada e Giappone) con un bottino di 1 milione e mezzo di euro raggranellato ovunque, Hong Kong compreso: «Mi meraviglia che ogni volta, nonostante l'età, trovi grinta ed energia per emergere - ha sorriso Starke in premiazione - . Ha un solo difetto, se va in testa troppo presto crede di aver vinto e rallenta». Con Vol De Nuit al comando, il sauro germanico è partito a 400 m dal palo, ha stroncato Age Of Reason, con il favorito Voila Ici (secondo nel 2008) a inseguire inutilmente.

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15/06/2009










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