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Obiettivo Il tecnico si gioca tutto in novanta minuti

Testa e cuore

Rossi: «Stasera in Paradiso o all'Inferno Sogno un successo per la gente laziale»

Tutto in una notte. Delio Rossi sogna di lasciare un segno indelebile sulle pagine del libro della storia della Lazio, un volume centenario che racchiude passione, trionfi, sofferenze e vittorie. Prima di lui solo Bernardini, Maestrelli, Eriksson e Mancini hanno avuto modo di legare il loro nome a un successo. «Se la Lazio vincesse la Coppa Italia sarei l'uomo più felice del mondo - ammette il tecnico di Rimini - sarebbe un traguardo importante, per me ma soprattutto per tutto il mondo Lazio. Penso ai nostri tifosi che da tempo vedono vincere le altre squadre, penso alla società, che con una vittoria vedrebbe legittimate le proprie scelte, i propri progetti portati avanti nonostante le difficoltà, penso ai miei giocatori che vengono anche da categorie inferiori e che hanno fatto tanti sacrifici per arrivare fin qui. La Coppa Italia sarebbe il coronamento di un lavoro di quattro anni, ma un eventuale successo della Lazio non ha nulla a che fare con il mio futuro, con la mia permanenza a Roma». Rossi appare teso più del solito: volto tirato e faccia abbronzata, frutto del lavoro svolto quotidianamente sul campo. «La finale è una storia a sè - continua il tecnico biancoceleste - servirà testa e cuore. La Sampdoria non è soltanto Cassano, hanno calciatori importanti che giocano anche in nazionale. Noi favoriti? Mazzarri è furbo: se vince ha fatto l'impresa, se perde, viene sconfitto dai favoriti... A noi fa piacere giocare davanti alla nostra gente, ma i tifosi non fanno gol. Loro cercheranno di farci fare la partita, noi avremo maggior pressione addosso rispetto ai nostri avversari. Personalmente vivo questo evento come tutti gli altri: per me, sono tutte finali, ma sarei sciocco se non riconoscessi a questa partita una valenza superiore rispetto alla altre». Tutto in una notte, magica o stregata, tutto in un'unica partita, qualificazione in coppa Uefa compresa. «I rigoristi? Non li ho scelti, anche perchè un conto è provarli in allenamento, altro è andare sul dischetto con 70 mila persone sugli spalti e la tensione id una finale addosso. Contro la Sampdoria ci giochiamo tutto: o andiamo in Paradiso, o finiamo all'Inferno».

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13/05/2009










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