E la spiega così: «A me fa male tenerlo fuori. Mario è un bravo ragazzo che qualcuno vuole "high profile", ma se lui non è preparato per esserlo in campo tanto meno lo sarà fuori dal campo. Lui capirà un giorno chi gli vuole bene e chi no, chi lo vuole aiutare e chi no. Il mio desiderio è che lo capisca in tempo per diventare un grande giocatore». Insomma, finché si crederà «il re del mondo» (testuale) con lui non troverà spazio. Meglio allora quelli di basso profilo, come Davide Santon. Lodato come pochi, e forse il confronto impietoso è proprio quello che fa più male a Balotelli. Oggi però si pensa a chi va in campo, e al Torino. «L'importante - dice Mou - sarà giocare con l'atteggiamento di chi deve vincere dando intensità e ritmo fino dal primo minuto, come abbiamo fatto a Catania. Poi se la sfida sarà facile o no dipenderà da noi».
Niente scuse, come al solito. E poche modifiche nella formazione, con Stankovic che prende il posto dello squalificato Muntari e Figo in punta al rombo dietro Ibra e Cruz. Intanto è a un passo l'ufficialità del trasferimento di Dacourt al Fulham, in Premier League. Che presumibilmente sarà anche l'unico movimento nerazzurro nel mercato di gennaio.
Dar. Nic.
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01/02/2009