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Il caso

Slot in sciopero per non dare soldi all'ippica


Enrico Tonali
Le slot-machine scendono in pista contro il prelievo a favore dell'ippica che è diventato legge, la settimana scorsa, con l'approvazione della Finanziaria. Grazie a un emendamento dell'onorevole Cota, capogruppo della Lega a Montecitorio, e di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il 4 novembre terminò lo sciopero che per oltre un mese aveva bloccato le corse, con l'annullamento di 173 convegni e 22 Gran Premi.

Oltre a 25 milioni una tantum, all'ippica fu assicurato lo 0,7% dei ricavi percepiti dai gestori delle slot-machine, un settore che raccoglie il 53% di quanto giocato in Italia; a questo si è però aggiunto recentemente un altro 0,7% a favore del Coni. «Un 1,4% totale che è esattamente l'utile di gestione al netto dei costi», ha tuonato ieri il presidente dell'Assotrattenimenti Massimiliano Pucci, il quale ha annunciato che da gennaio le slot-machine (molte delle quali sono attive proprio negli ippodromi) rimarranno accese ma non saranno idonee a raccogliere le monete. È questa infatti la prima misura di protesta - i cui dettagli saranno specificati oggi, a Roma, alla stampa - annunciata dagli operatori contro l'inasprimento fiscale, elevatosi sino al 13,4% con l'aggiunta di quanto andrà a finanziare Unire (l'ente statale che sovrintende al mondo dei cavalli) e Coni.

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23/12/2008










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