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SchumacherLa confessione: rimasi scioccato dalla tragedia del 1994

«Dopo morte Senna ho fatto testamento»

BERLINO «Il momento più duro della mia carriera? L'incidente che è costato la vita ad Ayrton Senna nel 94. Ero totalmente choccato nel vedere che anche nel nostro sport potevano accadere tragedie simili. Mi ha svegliato». La «confessione» arriva direttamente dal sette volte campione del mondo di Formula Uno, Michael Schumacher, in un'intervista al magazine tedesco «Die Zeit» si racconta tra passato, presente e futuro.

«Il fato può coglierci dovunque e in qualunque momento - continua l'ex ferrarista - non sono mai andato via da casa con la paura di non tornare ma con la speranza di vincere una corsa». Eppure la prudenza non è mai troppa. «Se ho fatto testamento? Certo, lo consiglierei a chiunque, anche se non guidano in Formula Uno», risponde Schumi, che oggi si divide tra moto e paracadutismo. «Prima di provare a lanciarmi avevo tantissima paura ma se vuoi volare buttarsi col paracadute è bellissimo», confessa l'ex pilota, che si definisce «sognatore di notte. Per quanto riguarda le moto «non ci sono obiettivi, ho cominciato troppo tardi, ho già fatto la mia carriera da professionista e adesso cerco solo qualcosa che mi faccia divertire».

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18/12/2008










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