Due rigori per Ronaldinho, a segno quello che ormai contava poco. Caratterizzato anche, il quattordicesimo turno, dalla vistosa crepa apertasi nelle zone privilegiate della classifica tra le prime e le seconde linee, sentenza scritta dalle sconfitte di Napoli, Udinese, Lazio e Fiorentina, più la prima frenata interna del Genoa, a rendere pesante il distacco dalla testa della classifica.
Quel primato, l'Inter lo aveva comunque messo al sicuro domando a San Siro le ambizioni di un Napoli mai disposto alla resa, nonostante la prima mezz'ora lo avesse messo nella scomoda posizione dell'inseguitore disperato. Onorati, comunque, la nobiltà del palcoscenico e il censo dell'avversaria di turno, dalla squadra di Reja, che ha sofferto una troppo timida fase di approccio. In quell'avvio, imperioso, l'Inter aveva confezionato due gol di qualità sorprendente in relazione alle propensioni degli esecutori, non si vedono tutti i giorni una girata acrobatica di Cordoba e una deviazione di tacco di Muntari. Ancora più bello, per dinamica e per finalizzazione, il gol con il quale il Napoli ha riaperto la partita prima dell'intervallo: grande protagonista Lavezzi, al quale Rosetti ha poi appioppato un giallo gratuito, nessun fallo da rigore, ma nessuna simulazione. Da apprezzare ancora una volta, nel dopopartita, il contributo di Mourinho al livello delle interviste: mai una banalità, mai la tentazione di nascondere il proprio pensiero anche di fronte a situazioni delicate, gli acciacchi di Maicon o la pigrizia di Balotelli.
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01/12/2008