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Ora attenti a non perdere
il pubblico

C'è da chiedersi quanto durerà. L'affetto e l'interesse di folle sempre più numerose per gli eroi del rugby ha toccato a Torino livelli incredibili. Ma non potranno essere eterni.
Sembra chiaro come questo sia un pubblico «nuovo» per il rugby, che ha entusiasmo da vendere ma che gioisce indipendentemente dal risultato, ma per quanto ancora? La bolla speculativa creata da un entusiasmo sano e disinteressato di torme di sportivi che hanno fame di valori potrebbe esaurirsi presto se chi ha le redini del movimento non prenderà le misure necessarie per svilupparlo.

Italrugby a rischio «Subprime», dunque, se non si interviene in fretta.
Il massimo campionato italiano non è competitivo e i migliori prodotti del movimento vanno a giocare fuori. Le soluzioni sono sotto gli occhi di tutti, basta seguire, adattandola alla realtà italiana, l'esperienza irlandese o quella gallese. Quello che serve è la determinata volontà politica di un vertice che ha un Presidente eletto con il 96% dei consensi e il sogno di ospitare la World Cup all'orizzonte. Se non ora, quando?

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16/11/2008










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