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Champions Stasera all'Olimpico di Torino la squadra bianconera si gioca una fetta di stagione contro il Real Madrid

Juve e Ranieri, la notte della verità

Domenico Latagliata
Paradosso, ma mica tanto: se anche la Juve dovesse battere stasera il Real Madrid, si tratterebbe comunque di un brodino.
Servito nel migliore dei modi, ma sempre brodino sarebbe: perché, pur se è vero che gli eventuali tre punti le garantirebbero la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League (nel girone, oggi è in programma anche Zenit-Bate Borisov: i detentori della Uefa sono obbligati a vincere per avere ancora qualche speranza di rimonta) la situazione in campionato è tale che un ko sabato nel derby contro il Toro farebbe precipitare nuovamente il tutto.


Oggi, però, la Juve si gioca tanto e Ranieri quasi tutto l'immediato, visto che è ormai scontato il suo addio il prossimo giugno. Essendo ancora a ottobre, si vorrebbe tuttavia evitare che la via crucis continuasse per mesi. Certo in questo momento non c'è nulla di allegro in casa Juve: ai mille infortunati si è aggiunto anche Poulsen che, giorno più giorno meno, rimarrà fermo per un mese per il solito stiramento. Così, oggi il centrocampo sarà retto da Marchisio - pressoché un esordiente in Champions - e da Sissoko, certo non il massimo della sapienza tattica. Gira e rigira, pentole e coperchi dovrà farli ancora Del Piero: due gol decisivi già segnati al Real (20 marzo 1996, quarti di finale; 14 maggio 2003, semifinale) e in corpo la solita rabbia: «C'è Juve-Real Madrid, non serve aggiungere altro - ha detto il capitano - Si gioca a calcio per disputare partite come questa: non importa se hai 20 o 30 anni, non importa se in campionato stai facendo fatica o sei davanti a tutti. È adrenalina pura: vincessimo, prenderemmo slancio per tutto e molto potrebbe cambiare. Sarebbe stato bello se avessimo preso tre punti a Napoli e tutto fosse tornato normale, ma certi processi hanno bisogno di tempo. Abbiamo voglia di reagire, siamo tutti sulla stessa barca: di sicuro questo è uno dei momenti più delicati da quando vesto il bianconero. Negli ultimi tempi ci è successo di tutto».
Ranieri forse non se n'è accorto, dal momento che non ha mai ammesso alcun problema, ma così va il mondo: «Io non mi abbatto, voglio che i ragazzi giochino con la testa libera da ogni condizionamento: non abbiamo nulla da perdere. Un pareggio? La nostra mentalità è quella di provare a vincere sempre, poi dipende dalla partita».
Cannavaro a Casillas hanno ammesso che a loro la divisione della posta in palio andrebbe benissimo. Per la cronaca, le due squadre non hanno mai pareggiato e, da quando esiste la Champions, la Juve ha vinto le tre partite disputate a Torino e perso quelle giocate a Madrid. Se però oggi uscisse l'ics, sotto la Mole sarebbero in tanti a tirare un sospiro di sollievo.

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21/10/2008










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