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Segue dalla prima

Solo i laziali resistono ai nerazzurri

Era stato decisamente buono l'avvio della Lazio, un dubbio intervento su Zarate, che a sua volta ha sbagliato gol non difficili, ci ha messo un po' la Fiorentina a esprimere il suo gioco, al riposo giusto il pari bianco, grandi numeri di Pandev, non proprio una novità.

Ma dopo il riposo la partita sarebbe diventata una mattanza, difesa della Fiorentina colabrodo, laziali finalmente disposti a non concedere ulteriori regali, gol uno più bello dell'altro, accenti trionfali anche per i risultati degli altri campi che vedevano impegnate le protagoniste designate, Olimpico pazzo di gioia. Verità incontestbile: produce, questa frenetica attività che non concede respiro, un mucchio di soldi, ai quali nessuno è disposto a rinunciare, primi della fila quelli che più vivacemente si lamentano, allenatori, giocatori perfino i club che si presentano alla cassa delle televisioni. Ma il conto è altrettanto pesante, in questo mercoledì la Serie A deve rinunciare, turnover a parte, a una schiera di campioni di inestimabile valore.
Piccolo elenco, a partire da casa nostra: Pizarro, Juan, Totti, Cassetti, Mexes, Rocchi; ma anche Samuel, Jimenez, Maxwell, Figo, Cristiano Zanetti, Camoranesi, Trezeguet, Buffon, Nesta, Senderos, Jankulovsky, Pirlo, Inzaghi, mettiamoci anche Lavezzi e Di Natale, troppi i grandi protagonisti fermi a guardare. Di ridurre il numero delle squadre non vogliono sentir parlare né presunte vittime, né presunti carnefici, ruoli che però finiscono con l'identificarsi.
Sarà difficile uscirne senza un comune intento di fare pace con il buonsenso.
Gianfranco Giubilo

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25/09/2008










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