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Ma nel Titanic si continua a ballare

Il campionato di serie A si aprirà il 5 ottobre, ma il movimento basket ha già incassato una serie di ganci da ko. La situazione è quella dell'anarchia che precede le grandi rivoluzioni.
Ognuno è barricato nella propria roccaforte. Dorata quella del Presidente della Federbasket Maifredi, un po' troppo cavalier Tentenna, reo di non aver preso una decisione ferma lo scorso anno dopo il naufragio spagnolo, mancata qualificazione per le Olimpiadi, e cambiato la guida tecnica della Nazionale.


Fortificata quella della Lega, dove le società si preparano a respingere l'assalto della Fip e dei giocatori di scuola italiana che, spalleggiati dal Coni, vorrebbero rimettere in gioco la convenzione firmata ed in vigore che spariglierebbe le carte di imprenditori: su quelle norme hanno costruito squadre per i prossimi due, tre anni.
Intanto all'orizzonte si profila un nuovo candidato per la Presidenza della Fip. Ma il suo nome odora naftalina, Enrico Prandi, ex Presidente della Lega, ovvero il vecchio che avanza. Ci sono ragnatele in ogni angolo di questo povero basket, annidatesi negli anni in cui i successi e le medaglie hanno ubriacato un po' tutti e che oggi andrebbero spazzate via con forza da volti nuovi. Gente dell'ambiente, ex giocatori o tecnici capaci di avere idee nuove. Intanto però nei saloni di questo derelitto Titanic si continua a ballare. Ed ha ragione ad urlare la sua rabbia Ettore Messina. «La qualificazione è sacra - ha detto - ma non solo non vedo in campo chi sarà nella Nba, ma anche gente come Galanda, Basile e gli altri che avrebbe portato alla conquista del risultato. Ed è bene che i giocatori italiani capiscano che le loro rivendicazioni saranno lecite solo se supportate dall'Europeo conquistato».

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04/09/2008










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