Notizie sportive
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO

Atletica Alla vigilia delle qualificazioni non si sbilancia sul risultato

Howe non ha certezze «È come il superenalotto»

Giovanni Esposito
PECHINO - È un Andrew Howe con i piedi per terra quello che ha praticamente aperto le danze dell'atletica azzurra a Pechino. Nella prima conferenza stampa di ieri a Casa Italia le domande erano tutte per lui, nel tentativo di capire quanto hanno influito quei due mesi di astinenza forzata (per infortunio) dalle competizioni.


«Non gareggio dal 6 giugno - le sue parole - ed è chiaro che esiste un punto interrogativo. L'ambientamento è andato nel migliore dei modi, prima a Kobe e poi nella capitale cinese. Ma è meglio dimostrare con i fatti, piuttosto che parlare».
L'impressione è che il ragazzo che andrà in pedana il 16 agosto non è lo stesso dello scorso anno quando ad Osaka balzò sull'argento mondiale. Presentarsi alle qualificazioni con 8.16 non è il massimo, almeno in termini di sicurezza mentale, ma il reatino ha una grande carta da giocare perché come ha detto la mamma allenatrice Renée Felton: «Quando Andrew è consapevole di essere con le spalle al muro, riesce a fare delle cose straordinarie».
Per la finale del 18 agosto la misura di qualificazione è fissata ad 8.15, obiettivo non impossibile ma certamente impegnativo di questi tempi. «Gli ho chiesto il massimo fin dalle prime prove» ha detto Claudio Mazzaufo, responsabile federale dei salti che probabilmente teme un calo (comprensibile) nei salti del campione europeo di Goteborg.
Anche il presidente Franco Arese sembra sereno evitando grossi proclami: «L'atletica è uno sport difficile, per noi la Cina è una verifica importante: siamo qui con 49 atleti, 27 uomini e 22 donne e dobbiamo ringraziare il Coni che ci ha consentito di lavorare nel migliore dei modi con una squadra nella quale tutti, esclusa l'ostacolista Cattaneo (per due soli centesimi, ndr) hanno ottenuto il minimo A.
Nel 2004 ci furono cinque finalisti, vorremmo migliorare e soprattutto dobbiamo puntare alle medaglie (due ori ed un bronzo ad Atene, ndr). Ho colto una beneaugurante fiducia in Howe ed ho trovato a Saluzzo il marciatore Schwazer pronto a dichiarare il suo desiderio di vittoria. Anche la Di Martino ha avuto un anno tribolato ma sono ottimista per una sua ripresa. E poi ci sono i due campioni olimpici uscenti: Brugnetti e Baldini potrebbero regalarci delle gradite sorprese. Di certo - ha concluso Arese - vorremmo fare meglio della sola medaglia di bronzo che ci ha assegnato la rivista specializzata Sport Illustrated».
Per il direttore tecnico Nicola Silvaggi la situazione generale è abbastanza tranquilla, quello spirito di gruppo che ha tentato di costruire nel quadriennio sembra essere affiorato al momento giusto. La triplista Magdelin Martinez non ha nascosto il suo momento di grazia mentre il capitano Nicola Vizzoni, argento a Sidney nel lancio del martello, non sembra voler cedere la sua leadership all'esordiente collega Marco Lingua che ha promesso scintille.
Le gare partiranno domani con le batterie dei 100 metri per concludersi il 24 agosto con la maratona maschile. A proposito di velocità, uno dei favoriti, Asafa Powell, si è lamentato: «Troppi test antidoping, da quando sono arrivato a Pechino mi hanno controllato quattro volte e mi hanno prelevato parecchio sangue».

Vai alla homepage

14/08/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro