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Olimpica Girone agevole con Honduras, Corea del Sud e Camerun

Calcio

Luigi Salomone
«Abbiamo ambizioni, ma non parliamo di medaglie: ci sono avversari di altissimo livello, ce la giocheremo». Pierluigi Casiraghi non si sbilancia ma punta al colpaccio per bissare l'unico ora conquistato dall'Italia nel 1936 a Berlino.


La squadra è motivata e molto concentrata. Sta lavorando sodo a Coverciano prima di partire per Pechino il 25 luglio da Milano. Il tecnico azzurro tesse le lodi del suo gruppo: «Sono contento di questa squadra e ho molta fiducia, andiamo a Pechino convinti di fare bene, la medaglia d'oro ovviamente è il grande sogno, purtroppo, lo sarà anche delle altre partecipanti. Di certo ce la metteremo tutta, le Olimpiadi valgono un Mondiale, sarà una grande esperienza professionale e di vita per tutti, me compreso. Già parteciparvi è un successo».
L'Italia si presenterà con un solo fuoriquota a fronte dei tre che schiererà ad esempio l'Argentina, la super favorita e il Brasile di Ronaldinho che per il gioco degli incroci potremmo già trovarci di fronte nei quarti di finale. «Sulla carta i biancocelesti sono uno squadrone, hanno il vantaggio di avere tre fuoriquota di assoluto valore oltre a giovani di qualità. Comunque ora più che l'Argentina mi preoccupano l'Honduras, la prima squadra che affronteremo e poi la Corea del Sud, il Camerun oltre al clima umido che troveremo in Cina: rispetto a noi le nostre avversarie sono più abituate».
Già pronto il programma: due allenamenti al giorno fino al 21 luglio, una partitella il 17 con il Borgo a Buggiano, quindi il test il 22 a Pistoia con la Romania. Poi partenza per la Cina il 25 da Milano: prima dell'esordio del 7 agosto gli azzurri disputeranno altre due amichevoli entrambe a Qinhuangdao con formazioni di Pechino, il 30 contro il LiCong University e il 2 agosto con il Beijing Guan.
A lavorare con Casiraghi c'è Gianfranco Zola che non ha mai avuto soddisfazioni con la maglia azzurra. Da secondo allenatore e prezioso collaboratore dell'ex attaccante di Juve e Lazio, fa le carte del torneo: «Se dovessi indicare il giocatore più forte, farei il nome di Messi, ma nella nostra Italia, da questo punto di vista, c'è l'imbarazzo della scelta perchè dico sempre a Casiraghi che siamo fortunati ad allenare un grande gruppo di giocatori. Questa squadra potrebbe fare bene anche se partecipasse al campionato italiano».
Giuseppe Rossi, reduce da un'ottima stagione al Villarreal, ci crede: «Sarebbe un sogno vincere l'oro a Pechino. La squadra è forte con questo gruppo, il resto non mi riguarda, penso solo a giocare». Brasile e Argentina fanno paura, forse è per questo che Sebastian Giovinco non pensa troppo in grande in vista delle Olimpiadi ma si «accontenterebbe» di centrare il podio. «Firmerei per un bronzo», ha dichiarato il fantasista della Juventus. Ma tra ottimisti e pessimisti c'è una certezza: l'Italia proverà a vincere una medaglia.

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14/07/2008










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