A Torino arriva Amauri, a Firenze
Gilardino: in attesa dei colpi dell'Inter di Mourinho, si
rinforzano le inseguitrici. A Trigoria, invece, si attende
una schiarita sul futuro societario prima di provare a
puntellare la squadra con un budget piuttosto risicato. «A
noi mancano due giocatori, non sei - attacca Spalletti in
un'intervista concessa a Roma Uno - se poi dovesse partire
qualcuno, andrà sostituito». Tradotto: serve una punta e un
esterno «basso» in difesa, oltre a un'ala per rimpiazzare
Mancini.
Il tecnico ammette che «un difensore sarà uno
degli acquisti» e fa due nomi. Più una provocazione che una
richiesta. «Visto che mi "appioppano" sempre Iaquinta vi
dico che mi piace uno che vuole anche l'Inter: Eto'o.
Sceglierei sia lui che Zambrotta. Se dobbiamo competere con
squadre così importanti, si deve andare a cercare questo
tipo di giocatori». Irraggiungibili, però, se i Sensi
resteranno al comando del club. «Stiamo lavorando in
sintonia - aggiunge il tecnico - a me fa piacere avere
calciatori che conosco. Conti e Pradè tentano di
accontentarmi: per perfezionare la Roma ci sarebbe bisogno
di un paio di calciatori di livello. Non ripartiremo con la
classifica di quest' anno: sarà tutto da rifare».
Spalletti si esprime poi così sulla vicenda-Soros: «Bisogna
avere rispetto verso la famiglia Sensi, vista la loro
voglia di metterci a disposizione il massimo. Per il
momento mi attengo ai comunicati, ma se loro vedranno degli
sbocchi vantaggiosi per squadra e società si adopereranno
di conseguenza».
Capitolo Aquilani. Dal ritiro della
nazionale il centrocampista ha chiesto un confronto con
Spalletti e la società per capire i programmi su di lui.
L'allenatore toscano non gli risparmia una «bacchettata».
«Alberto ha fatto dei discorsi corretti, è giusto aprire un
dialogo in un gruppo. Ma si è dimenticato di dire che ci
siamo sentiti lunedì sera: la conferenza c'è stata due
giorni dopo. Non sono sorpreso di quello che ha detto
perché non c'è nulla di diverso rispetto alla nostra
telefonata. Per il momento è stato l'unico che ho chiamato
nel ritiro azzurro». Spalletti è ancor più chiaro su
Mancini. «Avere un buon rapporto non significa andare
d'accordo, ma affrontare discorsi per mandare avanti bene
la situazione. Questo è successo con lui ma anche con
qualche altro calciatore che è andato meglio durante
l'anno». Se per il brasiliano l'addio è imminente, De Rossi
rimane un punto fermo per la Roma del futuro. «Penso che
non ci siano problemi per il rinnovo - assicura
l'allenatore - la società sa che tipo di calciatore è. Lui
ha dimostrato più volte l'attaccamento alla maglia in
campo. Dipende però da quello che si vuole fare dal punto
di vista degli obiettivi societari». Cosa ancora non
chiara.
Vai alla homepage
31/05/2008