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Tra oggi e domani si può chiudere la telenovela sulla cessione della Roma. Ma i Sensi continuano a frenare: nulla è scontato

Soros, è l'ora della verità

Alessandro Austini
a.austini@iltempo.it
Ci siamo. Tra poche ore la Roma potrebbe passare di mano. Dai Sensi, cinque trofei in quindici anni di passione, a George Soros, uno dei cento uomini più ricchi del mondo con un patrimonio stimato di undici miliardi di dollari.

Chiusa la settimana che ha accelerato la trattativa, tra oggi e domani si attende la svolta. In un senso o nell'altro. Il rappresentante della Inner Circle Sports che sta curando la trattativa, Steven Horowitz, è tornato venerdì a New York con in mano una bozza di accordo raggiunto mercoledì a Milano con il legale di Italpetroli, Gianroberto De Giovanni. La cifra per il 100% delle azioni di A.S. Roma è lievitata fino a sfiorare i 300 milioni di euro. Ai Sensi ne andrebbero oltre 200, incluso un premio di maggioranza, e Rosella avrebbe un posto nel nuovo cda.
Non appena avrà il «sì» definitivo di Soros, Horowitz si rimetterà in volo verso l'Italia. Per chiudere. Il segnale che gli advisor e i Sensi aspettavano dagli Stati Uniti non è ancora arrivato. Il magnate ungherese è seccato, teme nuovi giochi al rialzo dopo quelli di aprile e non ha gradito neanche gli ultimi comunicati di smentita emessi da Italpetroli. Ma gli uomini che lavorano per lui non hanno perso l'ottimismo. L'avvocato Tonucci, che sta curando l'affare in Italia insieme a Banca Rotschild, si è preso due giorni di pausa e tornerà oggi a Roma. Giovedì dovrebbe invece sbarcare nella Capitale il legale Joe Tacopina, uno dei primi a convincere Soros ad entrare nell'affare e che ora potrebbe avere un ruolo nel nuovo assetto societario. Comunque andrà a finire la vicenda, lo staff tecnico verrà confermato. Da oggi partiranno le riunioni per programmare la prossima stagione. Ma è chiaro che il budget per il mercato è legato agli sviluppi societari.
Dopo la festa per la coppa Italia, in casa Sensi si vivono giorni di attesa. Dopo l'ultimo comunicato, anche sabato sera Rosella ripeteva a chiunque la interrogasse sul futuro del club che nulla era stato deciso. Seppur dolorosa, al momento la cessione della Roma sembra inevitabile. Non sussistono, infatti, le condizioni per soddisfare gli obiettivi del piano di rientro concordato a novembre con le banche. E poi bocciato da Unicredit. Nelle ultime ore i Sensi avrebbero fatto un ultimo tentativo per cedere gli asset petroliferi di Civitavecchia. Ma il tempo stringe.
Intanto, stamattina a Tor Vergata è programmata la consegna del premio «Etica dello sport» al presidente Franco Sensi: dovrebbe ritirarlo la signora Maria.

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26/05/2008










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