Eh sì, perché quel bollettino, che diceva e non diceva,
ha spinto gli ingegneri della rossa a scegliere due
strategie totalmente diverse per i piloti del team: assetto
da bagnato per Felipe Massa e assetto da asciutto per Kimi
Raikkonen (come sapete, gli assetti da gara delle macchine
vengono decisi prima delle qualifiche e non possono più
essere cambiati).
Inizialmente è parso che la prima
imprevedibile conseguenza di questa bizzarra decisione (la
conquista della pole position da parte di Massa) andasse
nella direzione dell'ordine anziché del caos, visto che in
effetti il Gran premio è cominciato sotto la pioggia e
Massa poteva scattare davanti a tutti.
Ma poi, invece,
è cominciata la sequenza letale. 1) La partenza di Massa,
che preoccupandosi di sbarrare la strada al compagno di
squadra ha lasciato ad Hamilton lo spazio per infilarsi
alle sue spalle. 2) Il «drive-trough» di penalizzazione
inflitto a Raikkonen per la sbadataggine del team, che
sulla griglia gli ha montato le gomme in ritardo. 3) La
castroneria di Coulthard, che, sbattendo e facendosi
tamponare da Bourdais, ha provocato l'ingresso della safety
car che è costata a Massa i 10 e passa secondi che si era
guadagnato in pochi giri grazie, appunto, all'assetto da
bagnato, e soprattutto che ha consentito a fortunello
Hamilton di pagare a un prezzo irrisorio il clamoroso
sbaglio commesso distruggendo la ruota posteriore destra al
Tabaccaio.
E poi, a seguire, in un minestrone di altri
eventi strampalati e caotici: l'errorino di Massa a Santa
Devota e il duplice errorone del box Ferrari, che prima
decideva di far fare al brasiliano un solo pit stop
nonostante fosse chiaro che la pista si stava seccando e
che prima o poi sarebbe stato obbligatorio fare comunque
una seconda fermata per montare le gomme da asciutto, e poi
ritardava questa manovra di un giro, lasciando Massa a
perder tempo fra i doppiati e consentendo a Kubica di
soffiargli anche il secondo posto.
Per non parlare di
Raikkonen, che al momento in cui l'asfalto asciutto avrebbe
potuto mettergli le ali ai piedi (suo il giro più veloce)
ne ha combinate di cotte e di crude, finendo fuori dai
punti.
Come dice la teoria, un sistema complesso tende
naturalmente al caos se le premesse sono sbagliate. Perciò
io, da ferrarista, non mi preoccupo di quanto è successo
ieri. A Montecarlo si corre una volta sola. E la Ferrari va
troppo più forte delle altre macchine perché, a gioco
lungo, possa perdere questo Mondiale.
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26/05/2008