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A Montecarlo la Ferrari ha dato una ...

A Montecarlo la Ferrari ha dato una dimostrazione dal vivo dell'esattezza della «teoria del caos». Come la celebre farfalla del matematico Edward Lorenz, quella che provoca un ciclone in Texas battendo le ali in Brasile, il bollettino meteorologico valido per le ore 14 di ieri consegnato sabato da France Metéo ai tecnici del Cavallino prima delle qualifiche ha infatti innescato una catena di azioni e interazioni che, all'interno di un sistema complesso come un Gran Premio di F1 cominciato sotto la pioggia e finito col sole, hanno prodotto un risultato assolutamente al limite dell'impossibilità.


Eh sì, perché quel bollettino, che diceva e non diceva, ha spinto gli ingegneri della rossa a scegliere due strategie totalmente diverse per i piloti del team: assetto da bagnato per Felipe Massa e assetto da asciutto per Kimi Raikkonen (come sapete, gli assetti da gara delle macchine vengono decisi prima delle qualifiche e non possono più essere cambiati).
Inizialmente è parso che la prima imprevedibile conseguenza di questa bizzarra decisione (la conquista della pole position da parte di Massa) andasse nella direzione dell'ordine anziché del caos, visto che in effetti il Gran premio è cominciato sotto la pioggia e Massa poteva scattare davanti a tutti.
Ma poi, invece, è cominciata la sequenza letale. 1) La partenza di Massa, che preoccupandosi di sbarrare la strada al compagno di squadra ha lasciato ad Hamilton lo spazio per infilarsi alle sue spalle. 2) Il «drive-trough» di penalizzazione inflitto a Raikkonen per la sbadataggine del team, che sulla griglia gli ha montato le gomme in ritardo. 3) La castroneria di Coulthard, che, sbattendo e facendosi tamponare da Bourdais, ha provocato l'ingresso della safety car che è costata a Massa i 10 e passa secondi che si era guadagnato in pochi giri grazie, appunto, all'assetto da bagnato, e soprattutto che ha consentito a fortunello Hamilton di pagare a un prezzo irrisorio il clamoroso sbaglio commesso distruggendo la ruota posteriore destra al Tabaccaio.
E poi, a seguire, in un minestrone di altri eventi strampalati e caotici: l'errorino di Massa a Santa Devota e il duplice errorone del box Ferrari, che prima decideva di far fare al brasiliano un solo pit stop nonostante fosse chiaro che la pista si stava seccando e che prima o poi sarebbe stato obbligatorio fare comunque una seconda fermata per montare le gomme da asciutto, e poi ritardava questa manovra di un giro, lasciando Massa a perder tempo fra i doppiati e consentendo a Kubica di soffiargli anche il secondo posto.
Per non parlare di Raikkonen, che al momento in cui l'asfalto asciutto avrebbe potuto mettergli le ali ai piedi (suo il giro più veloce) ne ha combinate di cotte e di crude, finendo fuori dai punti.
Come dice la teoria, un sistema complesso tende naturalmente al caos se le premesse sono sbagliate. Perciò io, da ferrarista, non mi preoccupo di quanto è successo ieri. A Montecarlo si corre una volta sola. E la Ferrari va troppo più forte delle altre macchine perché, a gioco lungo, possa perdere questo Mondiale.

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26/05/2008










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