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Tim CupStasera all'Olimpico finale unica contro l'Inter campione d'Italia

Roma affamata di coppa

Tiziano Carmellini

t.carmellini@iltempo.it



Ancora Roma-Inter, ancora una finale: la quarta consecutiva in coppa Italia, terza della gestione giallorossa targata Spalletti.
Botta secca all'Olimpico, finale senza deroghe che chiude una stagione all'insegna del solito duopolio e che era iniziata proprio dalla Supercoppa vinta dalla Roma contro l'Inter.

Basta tirare una linea e contare: 17esima sfida tra le due squadre più forti d'Italia, quinta finale negli ultimi sei anni per i giallorossi che possono raggiungere la Juve in vetta all'albo d'oro della competizione a quota 9 trofei. la Roma quest'anno ha l'occasione per vincere due trofei nella stessa stagione, cosa mai riuscitale prima.
Inutile considerarla una rivincita del campionato appena andato nelle casse dell'Inter e Spalletti di riscatto, rivalsa e contentino non ne vuol sentir parlare: anche se non nasconde l'amarezza di Catania. «Ci siamo rimasti un po' male, perché sappiamo quale è stata la fatica prodotta, per tenere il discorso ancora aperto fino all'ultimo. Poi dopo un paio di giorni di amarezza, i ragazzi si sono allenati bene, hanno accettato il risultato del campo in maniera corretta. Va riconosciuto che l'Inter è arrivata prima e gli faremo i complimenti».
Giustifica anche lo sfogo a caldo di De Rossi che proprio da Catania aveva sparato a zero su «aiutini» più o meno palesi. «Comprensibili anche perché rilasciate a caldo. Come ho detto alla squadra, noi siamo secondi vincenti non perdenti. Le due squadre hanno fatto una corsa a due in questi anni e in genere una vince e una perde. Ha vinto anche la Roma perché ha fatto un grandissimo campionato e ha vinto tantissime partite».
Ma in palio ora c'è un trofeo vero che Spalletti vuole portar via. «Ce la giocheremo, mi allineo al messaggio di Zanetti e Totti. Questa deve essere una festa tra due squadre che hanno determinato tantissimo in questi anni e che hanno dato emozioni fino all'ultimo. Bisogna evidenziare il lavoro di queste due società, al di là di chi vincerà. Non ne uscirà un perdente, perché il lavoro prodotto fin qui è più importante».
Il messaggio per la tifoseria è quindi chiaro. «Deve essere una festa e sono felice che l'Osservatorio, abbia consentito la partecipazione anche i tifosi dell'Inter. Le due tifoserie devono essere contente per quello che hanno prodotto e tutte e due devono cercare di incitare la propria squadra».
In campo sarà partita vera. E non provate a dirgli che l'Inter potrebbe avere meno stimoli visto lo scudetto appena conquistato, perché Spalletti cambia faccia e s'incupisce. «Al contrario, saranno caricatissimi per la vittoria del campionato. E questa gioia ribalterà la psicologia della partita. È una finale dove si ha la possibilità di alzare un trofeo importante».
Già e adesso conta solo quello. Per il mercato, il futuro societario e tutto il resto ci sarà tempo... a partire da domani.

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24/05/2008










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