Basta
tirare una linea e contare: 17esima sfida tra le due
squadre più forti d'Italia, quinta finale negli ultimi sei
anni per i giallorossi che possono raggiungere la Juve in
vetta all'albo d'oro della competizione a quota 9 trofei.
la Roma quest'anno ha l'occasione per vincere due trofei
nella stessa stagione, cosa mai riuscitale prima.
Inutile considerarla una rivincita del campionato
appena andato nelle casse dell'Inter e Spalletti di
riscatto, rivalsa e contentino non ne vuol sentir parlare:
anche se non nasconde l'amarezza di Catania. «Ci siamo
rimasti un po' male, perché sappiamo quale è stata la
fatica prodotta, per tenere il discorso ancora aperto fino
all'ultimo. Poi dopo un paio di giorni di amarezza, i
ragazzi si sono allenati bene, hanno accettato il risultato
del campo in maniera corretta. Va riconosciuto che l'Inter
è arrivata prima e gli faremo i complimenti».
Giustifica anche lo sfogo a caldo di De Rossi che
proprio da Catania aveva sparato a zero su «aiutini» più o
meno palesi. «Comprensibili anche perché rilasciate a
caldo. Come ho detto alla squadra, noi siamo secondi
vincenti non perdenti. Le due squadre hanno fatto una corsa
a due in questi anni e in genere una vince e una perde. Ha
vinto anche la Roma perché ha fatto un grandissimo
campionato e ha vinto tantissime partite».
Ma in palio
ora c'è un trofeo vero che Spalletti vuole portar via. «Ce
la giocheremo, mi allineo al messaggio di Zanetti e Totti.
Questa deve essere una festa tra due squadre che hanno
determinato tantissimo in questi anni e che hanno dato
emozioni fino all'ultimo. Bisogna evidenziare il lavoro di
queste due società, al di là di chi vincerà. Non ne uscirà
un perdente, perché il lavoro prodotto fin qui è più
importante».
Il messaggio per la tifoseria è quindi
chiaro. «Deve essere una festa e sono felice che
l'Osservatorio, abbia consentito la partecipazione anche i
tifosi dell'Inter. Le due tifoserie devono essere contente
per quello che hanno prodotto e tutte e due devono cercare
di incitare la propria squadra».
In campo sarà partita
vera. E non provate a dirgli che l'Inter potrebbe avere
meno stimoli visto lo scudetto appena conquistato, perché
Spalletti cambia faccia e s'incupisce. «Al contrario,
saranno caricatissimi per la vittoria del campionato. E
questa gioia ribalterà la psicologia della partita. È una
finale dove si ha la possibilità di alzare un trofeo
importante».
Già e adesso conta solo quello. Per il
mercato, il futuro societario e tutto il resto ci sarà
tempo... a partire da domani.
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24/05/2008