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Luca Raffaelli

Diffidenza. È un sentimento comune ...

Luca Raffaelli



Diffidenza. È un sentimento comune di questi tempi. E diffidare dell'ultima arrivata nel settore delle motard sembra avere una qualche ragione: qui regnano sovrane campionesse che, come minimo, sono Hiper, Super, Mega, bestioline da 1000cc in su che per rapporto peso-potenza-prestazioni sono diventate riferimenti assoluti.

E pare abbiano già ipotecato un settore di mercato che, seppur in crescita, rimane pur sempre una nicchia. Che chance può avere una motard di soli 750cc? Invece siamo al cospetto di un piccolo gioiello frutto del genio creativo Aprilia: la Dorsoduro. Come? Come caspita si chiama? D O R S O D U R O. Ma che razza di nome è? Era prevedibile, nell'ordine delle cose; un parapiglia si scatena nei forum: tra gli appassionati ancor prima della moto, è il nome a far discutere. Nome che, per la precisione, deriva da uno dei sestieri (quartieri) di Venezia.
Guai a pensare che sia figlia di un dio minore, una Shiver (con la quale effettivamente condivide motore e piattaforma progettuale) truccata alla moda. Basta un colpo d'occhio e il grande lavoro della casa di Noale si rivela in tutta la sua efficacia : linee affilate, decise, spigoli vivi. Più che della Shiver appare evidente il richiamo stilistico alla SXV, la moto con la quale Aprilia ha vinto 4 titoli mondiali Supermoto.
Diffidenza? Al diavolo. È proprio il motore che convince per primo: il bicilindrico 92cv a 8.750 giri è il protagonista della bella guida offerta dalla Dorsoduro: poteva essere il punto debole e si è rivelato invece un punto di forza. Ed è una forza che si fa in tre, nel vero senso della parola, visto che può essere selezionato in tre mappature: Sport per piloti esigenti, Touring per i meno esperti e Rain in caso di asfalto bagnato; basta un clic sul manubrio e il gioco è fatto.
Dr. Jeckill e Mr. Hide, una moto dai due volti, anzi tre. L'Aprilia è riuscita a realizzare un prodotto di notevole impatto estetico, dotata di un motore di 750cc dal fascino autentico, che si permette di sfidare a viso aperto la concorrenza in termini di prestazioni, garantendo numeri da circo a piloti funamboli. Ma promette di essere anche un mezzo divertente e facilmente gestibile, tanto da strizzare un occhio a quei centauri, e sono molti, che attratti dal fascino delle motard, ne sono nel contempo intimoriti: niente ansia da prestazione, non è necessario sentirsi iper, mega o superpiloti per gustare la Dorsoduro. A 8.950 euro. Bella e possibile.

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19/05/2008










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