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Alessandro Austini a.austini@iltempo.it Due pesi e due ...

Alessandro Austini
a.austini@iltempo.it
Due pesi e due misure. Il campionato degli aiutini&aiutoni non poteva che concludersi così. Stavolta niente rigori inventati o gol in fuorigioco convalidati, ma l'Inter anche domenica partirà con un vantaggio nel turno che assegnerà lo scudetto: i suoi tifosi saranno sugli spalti ad incitarla, al contrario di quanto accadrà a Catania per la Roma.

Così ha deciso l'Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive del Viminale dopo una riunione a cui hanno partecipato anche i dirigenti dei quattro club protagonisti delle gare di domenica. La possibilità di aprire il settore ospiti ai tifosi giallorossi ha riscontrato nove voti contrari contro sette favorevoli all'interno dell'Osservatorio, spaccato a metà. Da una parte i rappresentanti del calcio, favorevoli alla «par condicio» almeno nell'ultima giornata, dall'altra le forze dell'ordine: troppa rischiosa l'invasione romanista in Sicilia. Pesano i precedenti tra le due tifoserie e la situazione contingente che potrebbe vedere i tifosi del Catania infuriati per un'eventuale retrocessione e quelli giallorossi euforici. O il contrario. Ieri si è discussa anche la possibilità di spostare la gara a Messina, con il settore ospiti aperto. In questo modo si eviterebbe un possibile contatto tra i tifosi romanisti più «accesi» e quelli laziali presenti all'Olimpico per la gara con il Napoli: c'è anche questo rischio. Ma la soluzione-Messina, ovviamente, non piace al Catania. Il Viminale ha invece dato il via libera per la trasferta degli interisti a Parma, perché l'incontro non è considerato a rischio. La decisione resta «aperta»: l'Osservatorio tornerà a riunirsi domani, come preannunciato dal presidente Felice Ferlizzi, «per vedere se sarà possibile tornare sulla decisione». Al momento sembra però difficile che qualcuno possa prendersi la responsabilità di stravolgere una linea dettata dalle forze dell'ordine.
La Roma non ci sta. Spalletti domenica scorsa aveva auspicato un trattamento identico per le due tifoserie, ieri Rosella Sensi ha chiamato il presidente della Lega per «chiedere tutela» e Matarrese si è subito mosso. Almeno a parole. «I tifosi della Roma devono poter andare a Catania» ha detto dopo l'annuncio del Viminale. Matarrese, ha anche telefonato al sindaco della Capitale Alemanno chiedendogli un intervento. «Non accettiamo disparità - ha detto Matarrese da Milano - una decisione di forza creerebbe una rottura e non vorrei rompere i rapporti con l'Osservatorio. Nessuno mette in dubbio le difficoltà di ordine pubblico, ma vanno governate: le forze dell'ordine hanno la forza per farlo». Pronta la risposta di Alemanno: «Sono in contatto con i rappresentanti della città di Catania per vedere come affrontare al meglio il problema».
Anche la Federcalcio è al lavoro. Il presidente Abete ha confermato a Ferlizzi e Matarrese l'opinione della Figc: Parma-Inter e Catania-Roma devono essere trattate allo stesso modo. Concorda invece con il divieto di trasferta ai romanisti il questore di Catania, Michele Capomacchia: «Così i problemi di ordine pubblico saranno meno impegnativi. Da noi era stato segnalato al Viminale quello che poteva accadere, anche se le forze dell'ordine erano pronte a intervenire in maniera opportuna». Sulla stessa linea il prefetto della città etnea, Giovanni Finazzo: «Dal punto di vista sportivo è un peccato ma c'era la reale possibilità di scontri».
L'Osservatorio ha invitato anche i prefetti di Roma (Lazio-Napoli), Lecce (Lecce-Bari), Verona (Verona-Pro Patria e Chievo-Vicenza) e Perugia (Perugia-Ancona) - a valutare «l'opportunità di disporre limitazioni nella vendita dei tagliandi ai tifosi ospiti».

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14/05/2008










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