Solo un
pareggio o una vittoria dei toscani rinvierebbe la sentenza
a domenica prossima.
Le percentuali le dà direttamente
Spalletti: «Abbiamo l'1% di possibilità che il
campionato rimanga aperto perché l'Inter è più forte del
Siena. Però sarebbe sbagliato abbassare ora le armi perché
nel calcio se ne vedono di tutti i colori: le sorprese in
passato non sono mancate». Come il Lecce retrocesso che
batte la Roma di Eriksson all'Olimpico, oppure il Perugia
già salvo che condanna la Juve e regala lo scudetto alla
Lazio. Guai, quindi, a pensare solo a quello che accade a
Milano. «Immaginatevi cosa succederebbe in caso di passo
falso dell'Inter e una nostra mancata vittoria - avverte
Spalletti - sarebbe un rammarico se non ci facessimo
trovare pronti». A Trigoria hanno già fatto il pieno di
rimpianti pensando ai punti regalati dai giallorossi alle
«piccole» e gli «aiutini» arbitrali alla capolista in
crisi. Il voto alla squadra, secondo Spalletti, è comunque
altissimo. «Io ai ragazzi dò un 9, perché 10 va dato solo a
chi vince. Rabbia se arriviamo ad un punto di distacco? Sì,
potrebbe esserci ma bisognerà prendere atto della forza
dell'Inter e del loro grande campionato».
Per battere
l'Atalanta dell'ex Del Neri, la Roma si affiderà alle
giocate di Vucinic. Totti stavolta sarà in tribuna: un
occhio ai suo compagni e l'altro alle notizie in arrivo da
San Siro. Rientra Mancini, la cui fascia di competenza
dipenderà dalle altre scelte: se verrà riproposta la
«catena» di esterni Cassetti-Tonetto a sinistra, il
brasiliano passerà a destra. Altrimenti, con Cicinho
avanzato sulla trequarti, Amantino va a sinistra. Aquilani,
il più convincente a Catania, contende un posto a Perrotta
o a uno degli esterni. Juan ancora out insieme a Ferrari,
il partner di Mexes al centro della difesa sarà Panucci.
La resa dei conti con i nerazzurri, seppur in tono
minore, arriverà il 24 maggio all'Olimpico nella finale di
coppa Italia. «Quel giorno - prosegue l'allenatore
giallorosso - le possibilità saranno 50 e 50». Poi si
aprirà il mercato, con tanti nodi da sciogliere e la
proprietà impegnata in questioni ben più rilevanti. Il
primo passo è stato mosso con la firma di Doni, entro breve
andrà sciolto l'enigma- Mancini. «Noi vorremmo tenerlo -
dice il tecnico - perché è un grande giocatore. Lui cosa
vuole fare? Dovete chiederlo al giocatore». In chiusura,
Spalletti dà anche un giudizio sulla vicenda del giovane
Petrucci, talento classe '91, strappato ai giallorossi dal
Manchester United. «Purtroppo c'è un regolamento che può
essere impugnato. La Roma ha fatto le cose corrette, se poi
c'è una famiglia che vuole portare il proprio ragazzo
altrove non si può sconvolgere il proprio lavoro».
Nello spogliatoio giallorosso c'è ancora la convinzione
di potersi giocare lo scudetto al foto-finish. Cassetti si
fa portavoce del partito degli ottimisti. «Il misteri ci ha
dato nove in pagella? Aspettiamo, perché alla fine il voto
potrebbe essere dieci... Le speranze sono davvero poche ma
ci auguriamo di ricevere un regalo del Siena. Non ci
sentiamo inferiori all'Inter, ci crediamo per questo e
confidiamo in qualcosa di importante». Doni fresco di
rinnovo, analizza la stagione. «Non so se sia giusto che il
campionato finisca così, sarebbe potuto andare meglio,
comunque per noi è stato un buon anno ma il prossimo sarà
migliore». Anche i tifosi sembrano proiettati al futuro:
per oggi venduti solo diecimila tagliandi, le presenze non
supereranno le quarantamila unità.
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11/05/2008