Troppo
più forti le squadre di Spalletti e Mancini per lasciare
spazio alle altre forze del calcio italiano. Domenica il
prossimo verdetto in favore dell'Inter, sempre che il Siena
non faccia uno scherzetto a San Siro, poi la Roma potrà
prendersi la sua piccola rivincita cercando di alzare al
cielo la nona coppa Italia della sua storia: solo la
Juventus ha fatto tanto.
Spalletti dimostra ancora di
tenerci eccome ad una competizione snobbata da tutti e
guida i suoi alla quinta finale negli ultimi sei anni, la
terza consecutiva per lui. Senza Mexes, Juan e Ferrari e
con Pizarro acciaccato, il tecnico è costretto a inventare
una formazione d'emergenza. Panucci e Cassetti formano la
coppia centrale in difesa davanti a Curci, i terzini sono
Cicinho a destra e il giovane Antunes dall'altra parte. De
Rossi, recuperato in extremis, fa coppia con Brighi in
mediana, Perrotta va a sinistra, con Aquilani avanzato a
trequarti dietro Vucinic. Mancini, diffidato, parte dalla
panchina: l'esterno alto a destra è Giuly.
Il Catania
ha ben altro per la testa: domenica si gioca la salvezza
con la Juventus, poi sarà proprio la Roma a far visita ai
siciliani nell'ultimo turno. Zenga spera che quel giorno il
discorso scudetto sarà chiuso. L'«uomo ragno» fa turn over
e si affida al modulo che dà più fastidio alla Roma: quello
con il «rombo» a centrocampo. Ma stavolta la mossa non
spaventa la squadra di Spalletti che ha sempre in mano la
partita e non dà mai l'impressione di spaventarsi.
Dopo
un avvio con poche emozioni, al 26' Vucinic scatta sul filo
del fuorigioco e conclude male, ma è lo stesso montenegrino
a tornare sul pallone e a procurarsi il rigore per fallo di
Izco. Stavolta tocca ad Aquilani che spiazza Bizzarri e
sblocca la partita. Non segnava da febbraio: un'inizione di
fiducia per il centrocampista che insegue un posto agli
Europei. E alla fine dei conti sarà proprio Aquilani il più
convincente nell'undici di Spalletti. I siciliani hanno una
reazione nervosa che li porta subito al pari. Perrotta
stende Mascara e rimedia il giallo (Morganti prima estrae
il rosso per sbaglio). Il fantasista scodella la punizione
al centro, il romano Silvestri (ex giovanili giallorosse)
salta più in alto di tutti e supera Curci.
Tre minuti
dopo il portiere la combina grossa: sbaglia un'uscita e per
rimediare all'errore spinge Biagianti. Secondo Morganti è
fallo su Curci ma i dubbi restano. Il Catania acquista
fiducia ma la Roma è brava ad addormentare la partita fino
all'intervallo.
L'inizio di ripresa è tutto di marca
giallorossa. Aquilani, Perrotta e Vucinic mancano di poco
il colpo del ko nel giro di cinque minuti. Zenga cambia
Biagianti e Colucci con Baiocco e il giovane Gazzola, nella
Roma entra Esposito per Giuly.
L'ex cagliaritano ha il
pallone buono per chiudere i conti ma il tiro è
inguardabile: come la sua stagione. Succede poco da lì alla
fine e solo la «generosità» di Vucinic davanti alla porta
permette al Catania di non uscire sconfitto.
Spalletti, intanto, già pensa alla gara interna di
domenica con l'Atalanta: servono tre punti per sfruttare
gli eventuali regali del Siena in arrivo da San Siro.
Sognare non è vietato.
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09/05/2008