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Petacchi, un anno di stop

Aveva detto: «È una tra le mie vittorie più belle», prima di scoppiare in un pianto liberatorio. Era il 24 luglio 2007 e Alessandro Petacchi pensava di essere uscito indenne, e «a testa alta», dalla bufera doping che lo aveva travolto per la positività al salbutamolo riscontrata proprio durante la corsa rosa: nove mesi dopo è il Tribunale arbitrale di Losanna a far ripiombare nel buio il corridore spezzino.

Un anno di stop, con scadenza 31 agosto 2008, cancellati pure tutti i successi conquistati al Giro dello scorso anno, 5 tappe, compresa la volata finale sul traguardo milanese. E addio al Tour, visto che al Giro Petacchi aveva già annunciato il forfait.
La sentenza del Tas ribalta così l'assoluzione decretata dalla disciplinare della federciclismo, accogliendo il ricorso sul caso presentato dalla Procura antidoping del Coni e dalla Wada. Lo sprinter della Milram sta pensando di ricorrere fino alla corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Il legale del ciclista, l'avvocato Maria Laura Guardamagna, sottolinea che «nel determinare la sanzione, il Tas si dice sicuro che l'atleta non abbia assunto salbutamolo per migliorare la propria prestazione fisica, riconoscendo quindi, implicitamente, che l'atleta ha utilizzato il farmaco solo per sopperire ad una situazione di difficoltà fisica, per di più, al termine della gara. Per questo la sanzione pare eccessiva».
E adesso Petacchi rischia anche di essere giudicato all'interno della sua squadra: il team Milram farà un summit per decidere il futuro del corridore. Sotto accusa l'eccessiva presenza nelle urine di salbutamolo, rilevata al controllo antidoping del 23 maggio al termine della tappa di Pinerolo in cui Petacchi aveva imposto la sua volata. Un livello troppo alto che il ciclista aveva attribuito all'uso di uno spray anti asma, patologia di cui l'atleta soffre. Versione alla quale il Coni non aveva prestato fede, decidendo il deferimento del ciclista con un anno di squalifica. Ma per la federciclo Petacchi non si era dopato, e il farmaco in questione era usato per fini terapeutici. La disciplinare lo assolve (24 luglio 2007) e anche la Caf gli regala la seconda vittoria, dichiarandosi incompetente sul caso (11 agosto).
Ma la Procura non molla e ricorre al Tas: i giudici di Losanna sono d'accordo con i magistrati sportivi del Coni. Forse non avrà usato il Ventolin per migliorare le sue prestazioni sportive, ma per il Tas Petacchi è responsabile di aver inalato in dosi illecite lo spray.
Gra. Mar.

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07/05/2008










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