Già da un dato come questo -
sostanzialmente irrilevante per la massa - si capisce
quanto sia stato bello il campionato che va a concludersi
con un pieno di emozioni; e lasciamo perdere, dunque,
insani propositi di playoff; pensiamo, piuttosto, a ridurre
le squadre da venti a diciotto: ci divertiremmo dippiù.
Ma torniamo a Rossi. Lotito assicura che il tecnico non
è in discussione. Me lo auguro: Delio è la ricchezza della
Lazio che avrebbe piuttosto bisogno - visti i recenti
risultati - di una revisione globale, con un progetto
seriamente ridisegnato e traguardi meglio precisati. Con
adeguata distribuzione di responsabilità. Cacciare i
tecnici è fin troppo facile, più difficile - sembrerebbe
impossibile - allontanare i battifiacca, i montati, tutti
quelli che sarebbero disposti a eleggere presidente del
Sindacato Indipendente Pedatori il signor Luis Nazario de
Lima detto Ronaldo che va in tivù dopo il meeeting coi
viados, dice «mi vergogno» ma nessuno, a casa sua, gli
comunica la rescissione del contratto.
Questo, ormai,
è un inutile pezzo di carta che presidenti come Zamparini,
Spinelli e Cellino strappano più volte nel corso di una
stagione, portando ridicolo al mondo del calcio che già
tanti problemi ha da risolvere sul fronte della
credibilità. Mi piace rivolgermi a Lotito che, da quando ha
assunto la responsabilità della Lazio, ha dato ampie prove
d'essere un coraggioso riformatore. Non si faccia
contagiare dai vulcanici colleghi e mediti piuttosto sulla
lezione offerta gratuitamente a tutti dall'accoppiata
ultraventennale Alex Ferguson- Manchester United. Solo
adesso, sentendosi pesare gli anni (?), Ferguson
sembrerebbe sul punto di ritirarsi.
Magari tenendo per
le orecchie la Coppa dei Campioni. Dopo, alla maniera di
Bill Clinton, potrebbe guadagnare miliardi tenendo lezioni
ai Padroni del Vapore che nella loro personalissima
playstation tengono il gioco «Caccia al mister».
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06/05/2008