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Rapporto Ieri il tecnico ha risposto al presidente: «Io in discussione? Lui è il capo, faccia quello che vuole»

Rossi e Lotito ai ferri corti

Manuele Baiocchini
Che quello tra Lotito e Delio Rossi fosse un rapporto ormai logoro lo si era capito da tempo. Ieri le parole dell'allenatore, seguite a quelle pronunciate dal presidente ad inizio settimana, non hanno fatto altro che confermare lo stato di alta tensione in casa biancoceleste.


«Lotito mi ha messo in discussione? Lui a me non ha detto niente, il suo sfogo l'ho letto sul giornale. E comunque io mi sono messo in discussione da solo, non ho bisogno di essere messo in discussione da altri», ha sbottato il tecnico romagnolo, che non ha di certo gradito le esternazioni del presidente: «Io sono un dipendente e lui, essendo a capo della società, può fare ciò che vuole. Però credo che in questo momento meno si parla, meglio è per tutti. Non è l'ora delle chiacchiere, bisogna agire. Penso che le valutazioni sarebbe più giusto farle a bocce ferme, anche perché questa stagione può ancora essere rimessa in carreggiata».
Chiaro riferimento alla coppa Italia, una competizione che potrebbe restituire l'Europa alla Lazio, ma che secondo Rossi non dovrebbe in alcun modo influire sui progetti e sulle scelte future della dirigenza biancoceleste: «Se centriamo la coppa Italia va tutto bene, altrimenti tutto male? Questo non sarebbe un ragionamento corretto. Facendo un paragone dico che se hai intenzione di tradire tua moglie non aspetti che ti tradisca prima lei per farlo, rompi prima». Come far capire a Lotito: se mi vuoi mandare via non aspettare che usciamo dalla coppa, mandami via e basta. Segno evidente di una fiducia che non c'è più nei confronti dell'allenatore, di un rapporto ormai compromesso.
Intanto però la Lazio è attesa da tre giorni di fuoco e Lotito con Delio Rossi dovranno andare avanti insieme, seppur da separati in casa. All'Olimpico arriva il Palermo: tra i pali ci sarà il ritorno di Muslera al posto dell'acciaccato Ballotta (nemmeno convocato), in difesa Rozehnal prenderà il posto dello squalificato Siviglia e Kolarov quello dell'infortunato Radu. A centrocampo tornerà Ledesma in cabina di regia, mentre Manfredini verrà con tutta probabilità preferito a Mudingayi. Dietro alle punte si profila un ballottaggio tra Mauri e Meghni, con il francese leggermente favorito.
In attacco Tare dovrebbe partire dall'inizio al fianco di Pandev, con Rolando Bianchi in panchina pronto a subentrare a partita in corso. Obbligatorio rialzarsi già da questo pomeriggio, poi l'Inter per salvare una stagione maledetta e rinviare ogni discorso sul futuro.

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04/05/2008










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