E non vogliono
ancora aprire. Ma prima di sbattere definitivamente la
porta in faccia a Soros, va risolta la «grana» Italpetroli.
Unicredit, nella triplice lettere inviata ai Sensi,
alla loro holding e a Banca Finnat, che si sta occupando
del piano di risanamento, aveva sollecitato i protagonisti
a rivedere le proprie posizioni in merito all'offerta del
magnate. Nelle ultime ore anche Banca Finnat starebbe
cercando di convincere i dirigenti di Villa Pacelli che la
cessione della Roma sarebbe la mossa più redditizia per
ridurre i debiti di Italpetroli nei confronti degli
istituti di credito (circa 340 milioni di euro a livello
consolidato). Il tempo stringe: entro il 30 giugno va
chiuso il bilancio della holding e allo stato dei fatti la
società di revisione PricewaterhouseCooper non può
certificarlo.
Ma i Sensi non mollano e continuano a
cercare una via d'uscita alternativa. Nel piano di
ristrutturazione da presentare a Unicredit non vorrebbero
includere la cessione della Roma, bensì di altri asset, in
primis i depositi petroliferi di Civitavecchia. La
costruzione di un nuovo stadio sarebbe un'altra ancora di
salvataggio anche se al momento non sono stati trovati i
finanziatori del progetto.
Intanto continua l'attesa,
ultimamente piuttosto distaccata, di Soros. Escluso un
rilancio, la proposta del magnate ai Sensi rimane la stessa
formulata in maniera informale nell'incontro del 17 aprile
tra l'emissario Horowitz e il legale De Giovanni: tra i 260
e i 280 milioni di euro (la cifra è legata all'esito della
due diligence), di cui circa 190 destinati all'attuale
proprietà e il resto ai soci di minoranza (hanno il 33% di
A.S. Roma). Il valore delle azioni passerebbe così a
2,12-2,13 euro, circa i doppio dell'attuale quotazione.
L'offerta, come conferma l'agenzia MF Dow Jones, è stata
messa per iscritto nella e-mail inviata giovedì scorso al
fiduciario dei Sensi e firmata da Horowitz: una lettera,
definita «atto di ricognizione», che riassume i contenuti
del vertice del 17 aprile, compresi gli aspetti legati al
potenziamento del merchandising, alla costruzione di un
nuovo stadio e all'eventuale permanenza dei Sensi nel
rinnovato assetto societario. Nessuna risposta è arrivata
da Villa Pacelli. Impossibile parlare di rilancio visto che
finora non c'è stata un'offerta ufficiale: l'e-mail è stata
infatti spedita a De Giovanni e non alla proprietà. I
rappresentanti del magnate sono comunque in attesa di un
segnale di apertura ma qualora i Sensi decidessero di
aprire una vera e propria trattativa, la cifra andrebbe
ridiscussa: 190 milioni non li accontentano.
A Soros
era stato anche suggerito di passare attraverso un'offerta
«non amichevole», presentandosi al mercato con la proposta
per rilevare il club. Ma è stato lo stesso imprenditore a
scartare l'ipotesi di una cosiddetta «opa ostile». La
partita a scacchi va avanti.
Intanto ieri A.S.Roma ha
comunicato i dati della relazione mensile sul bilancio al
30 marzo approvata nel cda di martedì scorso: la posizione
finanziaria netta è in attivo 29,3 milioni di euro, in
crescita grazie agli incassi dalla Champions. In Borsa il
titolo ha guadagnato ancora: +1,66%.
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03/05/2008