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Paolo Avesani
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Paolo Avesani


Roberto Serniotti non è più l'allenatore della MRoma volley». Cominciano così le 12 righe di comunicato con cui la Società annuncia la fine del rapporto con il tecnico torinese. Sulla nuova guida le voci occupano il posto delle certezze.

I nomi che si fanno sono principalmente due: Daniele Bagnoli e Gian Paolo Montali. Per i due papabili sarebbe un ritorno nella Capitale; il primo - che ha appena vinto il campionato in Russia - qui trascorse una delle pagine meno brillanti della sua carriera, mentre il secondo conquistò lo storico scudetto del Giubileo.
Ma la rosa dei pretendenti - a sentire la dirigenza - è molto più ampia. Entro una decina di giorni dovrebbe arrivare la soluzione. Sulle cause del mancato rinnovo con Serniotti nulla di ufficiale. Sul comunicato si ringrazia il coach per la serietà e l'impegno dimostrati e si fa cenno alla necessità di confrontarsi con «scenari molto diversi rispetto a quanto non è accaduto nella passata stagione». Da parte sua, il tecnico, anche in una situazione poco piacevole, rifiuta polemiche, accuse e sfoghi. «So di fare un lavoro che non ti dà certezze di rimanere a lungo in uno stesso posto. Tengo per me analisi e valutazioni».
Da fuori l'impressione è che nella decisone abbia avuto un peso determinante il clima tutt'altro che idilliaco dello spogliatoio. Malumori legati a scelte non condivise.
«In un gruppo di alto livello come quello di Roma, quando prendi determinate decisioni urti la sensibilità di qualcuno; ma fa parte del ruolo. Io ho fatto anche scelte impopolari. Qualcuna posso averla sbagliata, ma credo che l'importante sia cercare di fare meno errori possibile».
Cosa ha fatto che non rifarebbe?
«Forse proporrei indicazioni diverse da quelle che posso aver dato in estate. Avere in rosa tanti giocatori che sono stati assenti nei momenti di pausa del campionato ci ha creato più di un problema. Ma sia chiaro: non intendo accusare nessuno né scaricare colpe».
Le valutazioni in campagna acquisti sono state totalmente sue?
«A questo livello non decide solo l'allenatore. Ma nessun giocatore mi è stato imposto e ho accettato il gruppo in tutto e per tutto».
Un gruppo che, dopo la finale di Coppa Italia, è calato in modo vistoso.
«La sconfitta è stata presa nel modo sbagliato. Invece di considerare che eravamo arrivati in finale con tutti i problemi fisici che avevamo, è subentrato un forte scollamento che ha pregiudicato - Cev a parte - il resto della stagione».
Come valuta l'esperienza romana?
«Ho visto tante cose positive. E dagli errori cercherò di imparare. A Roma sono stato bene. Ringrazio tutti, il Presidente, il general manager, Vittorio Sacripanti, e il pubblico, con cui ho avuto un bellissimo rapporto».
Non le rimane un rammarico, qualcosa che avrebbe voluto fare?
«Una curiosità. Mi piacerebbe vedere questo stesso gruppo allenato da un altro. Potrei capire molte cose».

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01/05/2008










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