I nomi che si fanno sono principalmente due:
Daniele Bagnoli e Gian Paolo Montali. Per i due papabili
sarebbe un ritorno nella Capitale; il primo - che ha appena
vinto il campionato in Russia - qui trascorse una delle
pagine meno brillanti della sua carriera, mentre il secondo
conquistò lo storico scudetto del Giubileo.
Ma la rosa
dei pretendenti - a sentire la dirigenza - è molto più
ampia. Entro una decina di giorni dovrebbe arrivare la
soluzione. Sulle cause del mancato rinnovo con Serniotti
nulla di ufficiale. Sul comunicato si ringrazia il coach
per la serietà e l'impegno dimostrati e si fa cenno alla
necessità di confrontarsi con «scenari molto diversi
rispetto a quanto non è accaduto nella passata stagione».
Da parte sua, il tecnico, anche in una situazione poco
piacevole, rifiuta polemiche, accuse e sfoghi. «So di fare
un lavoro che non ti dà certezze di rimanere a lungo in uno
stesso posto. Tengo per me analisi e valutazioni».
Da
fuori l'impressione è che nella decisone abbia avuto un
peso determinante il clima tutt'altro che idilliaco dello
spogliatoio. Malumori legati a scelte non condivise.
«In un gruppo di alto livello come quello di Roma,
quando prendi determinate decisioni urti la sensibilità di
qualcuno; ma fa parte del ruolo. Io ho fatto anche scelte
impopolari. Qualcuna posso averla sbagliata, ma credo che
l'importante sia cercare di fare meno errori possibile».
Cosa ha fatto che non rifarebbe?
«Forse proporrei
indicazioni diverse da quelle che posso aver dato in
estate. Avere in rosa tanti giocatori che sono stati
assenti nei momenti di pausa del campionato ci ha creato
più di un problema. Ma sia chiaro: non intendo accusare
nessuno né scaricare colpe».
Le valutazioni in
campagna acquisti sono state totalmente sue?
«A questo
livello non decide solo l'allenatore. Ma nessun giocatore
mi è stato imposto e ho accettato il gruppo in tutto e per
tutto».
Un gruppo che, dopo la finale di Coppa Italia,
è calato in modo vistoso.
«La sconfitta è stata presa
nel modo sbagliato. Invece di considerare che eravamo
arrivati in finale con tutti i problemi fisici che avevamo,
è subentrato un forte scollamento che ha pregiudicato - Cev
a parte - il resto della stagione».
Come valuta
l'esperienza romana?
«Ho visto tante cose positive. E
dagli errori cercherò di imparare. A Roma sono stato bene.
Ringrazio tutti, il Presidente, il general manager,
Vittorio Sacripanti, e il pubblico, con cui ho avuto un
bellissimo rapporto».
Non le rimane un rammarico,
qualcosa che avrebbe voluto fare?
«Una curiosità. Mi
piacerebbe vedere questo stesso gruppo allenato da un
altro. Potrei capire molte cose».
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01/05/2008