Sempre un pò di qua e un
pò di là, Kim: bravo corridore, ma molto discontinuo, e di
fatto mai decisivo nelle gare più importanti. Ora che sta
per compiere 30 anni, ha capito che una Parigi-Bruxelles,
un Laigueglia e un paio di titoli di campione nazionale su
strada non rappresentano un palmarés da urlo.
E allora
si è messo di buzzo buono per raccogliere un successo di
prestigio: e con un percorso di avvicinamento coronato da
due tappe vinte al Giro dei Paesi Baschi, si è presentato
alla Freccia Vallone con tutte le credenziali per far bene.
Al termine di una gara vivace e flagellata da un certo
punto in poi dalla pioggia, la soluzione del caso era
affidata come ogni anno al Muro di Huy, un'erta di un km
che fa paura solo a guardarla, figurarsi a percorrerla. Il
primo a forzare sul Muro è stato l'australiano Evans, che
ha tagliato a fette il gruppo con la sua progressione, ma
non è riuscito a staccare Rebellin, Cunego, Joaquín
Rodríguez, Kirchen, Albasini e Gesink. Ai 400 metri Cunego
ha preso una curva all'interno (con la pendenza maggiore,
quindi) imballandosi, e poco dopo Kirchen è partito a
tutta: Damiano non ha potuto così prendere subito la scia
(e ha rimontato troppo tardi, chiudendo al terzo posto),
Rebellin ha finito la benzina, e Evans non ha potuto far
altro che finire secondo alle spalle di Kirchen. Tutte le
rivincite domenica alla Liegi-Bastogne-Liegi.
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24/04/2008