Già subito
dopo quello scontro quasi casuale con Galante (per nulla
distratto dalla querelle Del Santo), quel ripetuto toccarsi
il ginocchio, la volontà di provare, continuare. Il giorno
dopo sono arrivate le conferme, scontate, sulle condizioni
del capitano che nel pomeriggio di ieri è stato sottoposto
a un intervento chirurgico al ginocchio destro. «Abbiamo
sostituito, non ricostruito, il crociato con una parte del
tendine rotuleo e suturato la parte staccata del menisco -
spiega il professor Mariani che ha eseguito l'operazione -
e nel complesso l'intervento è durato un'ora. Al momento le
aspettative sono buone. Totti sta già ricominciando a
muovere l'arto, conosciamo la sua forza già mostrata in
altri interventi. È fiducioso e sereno».
Altrochè e non
ha perso il suo spirito. Subito dopo l'intervento Francesco
era già in vena di battute, ha commentato il netto sucecsso
della Juve («Ammazza che vittoria...») in attesa di seguire
il posticipo dell'Inter. «Sto facendo tutto per recuperare
e già sto recuperando, perché sto facendo il kinetech. Sto
già lavorando con la testa proiettata al recupero. Farò il
possibile per tornare in campo il prima possibile,
incrociamo le dita. La mia promessa è: lavoro per
affrettare i tempi, tranquilli tornerò presto, spero per
l'inizio della prossima stagione».
Il capitano aveva
raccontato, poco prima dell'intervento la paura
all'Olimpico. «Ho avuto paura, ho sentito crack. Me l'hanno
gufata: si parlava di squalifica e invece mi sono fatto
male al ginocchio. Mentre in tutta la mia carriera, di
grave avevo avuto solo l'infortunio alla caviglia. Anche
l'altra volta era il giorno 19. Meno male che il 19 mi sono
sposato... almeno quello».
Insomma Totti c'è ed è
pronto a ricominciare e tornare a dare il suo contributo
alla «sua» Roma. Intanto a Villa Stuart è iniziato il
via-vai degli amici e presunti tali con un gruppetto di
tifosi che ha messo praticamente le tende davanti alla
clinica. «Mai solo mai» recitava uno striscione che poi
Totti ha voluto firmare.
Oltre alla famiglia, a mamma
Fiorella, Ilary, fratelli e cugini, a Villa Stuart ieri
sono passati anche il portiere del Livorno Amelia (amico
vero ed ex compagno che però proprio ieri aveva negato ai
giallorossi la speranza di crederci ancora), Giancarlo
Pantano (ex Cisco e gramde amico del capitano) e, con un
ballottaggio alle porte, anche il «laziale» Francesco
Rutelli. «Lo staff medico mi ha riferito che l'intervento è
perfettamente riuscito - ha detto Rutelli - e che questa
icona sportiva della nostra città ha tanta carriera e tante
soddisfazioni ancora davanti».
Tutto bene, aspettando
Alemanno che andrà a trovarlo oggi. «Al di la delle
posizioni politiche - ha detto il cadidato sindaco del Pdl
- è un simbolo e rappresenta, per me, un' icona di
simpatia». Già, questione di par condicio.
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21/04/2008