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Intervento Il capitano operato ieri a Villa Stuart al ginocchio destro. Fermo quattro mesi

Arrivederci Totti

Tiziano Carmellini

t.carmellini@iltempo.it



Quattro mesi per tornare ad essere Totti. Dal lettino di Villa Stuart, con l'anestesia che ancora gli circola nelle vene, Totti rilancia la «sua» sfida. Fa gli scongiuri contro chi gliela ha «gufata».


Già subito dopo quello scontro quasi casuale con Galante (per nulla distratto dalla querelle Del Santo), quel ripetuto toccarsi il ginocchio, la volontà di provare, continuare. Il giorno dopo sono arrivate le conferme, scontate, sulle condizioni del capitano che nel pomeriggio di ieri è stato sottoposto a un intervento chirurgico al ginocchio destro. «Abbiamo sostituito, non ricostruito, il crociato con una parte del tendine rotuleo e suturato la parte staccata del menisco - spiega il professor Mariani che ha eseguito l'operazione - e nel complesso l'intervento è durato un'ora. Al momento le aspettative sono buone. Totti sta già ricominciando a muovere l'arto, conosciamo la sua forza già mostrata in altri interventi. È fiducioso e sereno».
Altrochè e non ha perso il suo spirito. Subito dopo l'intervento Francesco era già in vena di battute, ha commentato il netto sucecsso della Juve («Ammazza che vittoria...») in attesa di seguire il posticipo dell'Inter. «Sto facendo tutto per recuperare e già sto recuperando, perché sto facendo il kinetech. Sto già lavorando con la testa proiettata al recupero. Farò il possibile per tornare in campo il prima possibile, incrociamo le dita. La mia promessa è: lavoro per affrettare i tempi, tranquilli tornerò presto, spero per l'inizio della prossima stagione».
Il capitano aveva raccontato, poco prima dell'intervento la paura all'Olimpico. «Ho avuto paura, ho sentito crack. Me l'hanno gufata: si parlava di squalifica e invece mi sono fatto male al ginocchio. Mentre in tutta la mia carriera, di grave avevo avuto solo l'infortunio alla caviglia. Anche l'altra volta era il giorno 19. Meno male che il 19 mi sono sposato... almeno quello».
Insomma Totti c'è ed è pronto a ricominciare e tornare a dare il suo contributo alla «sua» Roma. Intanto a Villa Stuart è iniziato il via-vai degli amici e presunti tali con un gruppetto di tifosi che ha messo praticamente le tende davanti alla clinica. «Mai solo mai» recitava uno striscione che poi Totti ha voluto firmare.
Oltre alla famiglia, a mamma Fiorella, Ilary, fratelli e cugini, a Villa Stuart ieri sono passati anche il portiere del Livorno Amelia (amico vero ed ex compagno che però proprio ieri aveva negato ai giallorossi la speranza di crederci ancora), Giancarlo Pantano (ex Cisco e gramde amico del capitano) e, con un ballottaggio alle porte, anche il «laziale» Francesco Rutelli. «Lo staff medico mi ha riferito che l'intervento è perfettamente riuscito - ha detto Rutelli - e che questa icona sportiva della nostra città ha tanta carriera e tante soddisfazioni ancora davanti».
Tutto bene, aspettando Alemanno che andrà a trovarlo oggi. «Al di la delle posizioni politiche - ha detto il cadidato sindaco del Pdl - è un simbolo e rappresenta, per me, un' icona di simpatia». Già, questione di par condicio.

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21/04/2008










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