La trovata della società viola (impegnata in una
campagna in favore del fair play) è abbastanza semplice: a
fine partita, i giocatori di casa si sono posti
all'ingresso del tunnel che porta agli spogliatoi per
stringere la mano agli avversari dell'Inter (cosa
rilevante, visto che gli ospiti hanno vinto), onorandoli
come si converrebbe in una società civile, e come da sempre
avviene nel rugby.
Di colpo, l'evento (ribattezzato
come «terzo tempo», anche se nel rugby questa definizione è
riferita a qualcosa d'altro) è finito su tutte le prime
pagine dei giornali; così come è rimbalzata la notizia che
la Lega Calcio, covo di evidenti cuor di leone, aveva
titubato prima di dare la sua benedizione all'iniziativa.
Però Matarrese e soci, una volta preso atto della
lusinghiera risposta venuta da media e pubblico, si sono
affrettati a mettere il cappello sull'idea: e così il 13
dicembre, nella prossima assemblea, sarà lanciata la
proposta di estendere le beau geste su tutti i campi a
partire da gennaio 2008.
Una proposta che - ci
travestiamo da Mago Otelma - sarà suffragata da un coro di
adesioni, stando almeno alle prime reazioni. Tommaso
Ghirardi, presidente del Parma, fa direttamente riferimento
al rugby: «Tutto ciò che è positivo può essere
istituzionalizzato. Il rugby offre esempi di sportività che
a noi mancano. Sarebbe costruttivo prendere spunto da
quelle discipline che hanno valori sportivi superiori ai
nostri». E già l'ammissione di aver qualcosa da imparare da
altri sport è importante.
Adriano Galliani partecipa al
coro: «È un'idea che mi piace sicuramente»; mentre Cobolli
Gigli, presidente della Juventus, difende la Lega: «Il
"terzo tempo" è un bel gesto e da parte della Lega non c'è
stato nessun atteggiamento rigido: credo ci sia stato solo
un ritardo di comunicazione». L'importante è recuperare il
tempo perso.
Ma le esternazioni non finiscono qui: «È
stato un gesto meraviglioso, il "terzo tempo" va
assolutamente apprezzato e lo metteremo in pratica contro
la Roma», dice Aldo Spinelli, presidente del Livorno; e
Francesco Totti fa eco: «Mercoledì col Cagliari abbiamo già
un'opportunità per portare avanti questa politica. Il
calcio deve cambiare in questo senso.
In campo siamo
nemici sportivi, ma a fine gara bisogna darsi la mano».
Sarà che Natale è vicino, ma a leggere certe cose par di
sognare: speriamo di non essere svegliati troppo
bruscamente.
04/12/2007