Ma gli altri non hanno certo recitato da
semplici comparse.
Ognuno s'è ritagliato spazio e
gloria, contribuendo a far divertire la gente. Se fosse
stato montato sul parquet un autovelox le multe si
sarebbero sprecate. Avellino, si sa, ama correre, e la
Virtus non s'è sottratta all'invito, aggiungendo, per i
primi 15', una precisione balistica impressionante che ad
un certo punto ha fatto sembrare scontata qualsiasi
conclusione tentata dai ragazzi di Repesa. Nel vorticoso
corri e tira si è stagliata imperiosa la figura di Gabini.
L'italo-argentino ha iniziato a bersagliare dalla lunga
il canestro avversario. La cosa ha creato epigoni nei
compagni alternatisi anche loro in conclusioni pesanti, in
special modo Allan Ray che, chiamato di ricorsa dalla
panchina, è stato il grimaldello per scardinare la zona
dispari ordinata da Boniciolli. Massimo vantaggio per la
Virtus sul +22 (49-27 siglato dal granitico Lorbek), grazie
anche alla applicazione difensiva di Hawkins, prima del
naturale rientro di Avellino, propiziato da Bryan e dalla
voglia di mostrarsi all'ex pubblico di un ispirato
Righetti. Così è arrivata la sirena di metà percorso che ha
accompagnato le squadre negli spogliatoio con il vantaggio
di 12 punti (57-45) per Roma, che ha però guardato dubbiosa
il dato dei liberi con l'Air andata alla linea 21 volte
contro le sole 8 dei padroni di casa. Ripresa con lo stesso
cliché della prima metà di gara, con Roma che ha però
abbassato un po' le percentuali. Mai però Avellino ha dato
l'impressione di rientrare, nonostante Righetti e
solidissimo Smith. Ci hanno pensato Ray, imperiosa la sua
serie dalla lunga e l'eroe della pampa Gabini a fissare il
risultato. Ora si guarda all'Eurolega, giovedì al
Palazzetto contro i tedeschi del Brose, e poi la sfida di
domenica prossima a Milano contro l'ex Caja.
12/11/2007