Da una parte, Ibra il «traditore»,
Ibra che ha fatto sfracelli all'Inter, diventando
insostituibile, Ibra che non ha il cuore tenero per i suoi
vecchi colori. Dall'altra, David Trezeguet, uno che
sembrava più che altro un freddo professionista, con
mentalità cosmopolita, più propensa a legami di tipo
aziendalistico che non ad affetti e simboli relativi a una
maglia. Invece si è rivelato tutto il contrario. Dopo aver
accettato la serie B con qualche mugugno, ha sfogato
pubblicamente la sua amarezza quando il club bianconero
aveva respinto per l'ennesima volta, l'estate scorsa, le
sue richieste contrattuali.
Poi, di colpo, il lieto
fine: e il Trezeguet con la pancia piena, invece di
rilassarsi, comincia a tirare fuori l'orgoglio juventino,
sempre più simbolo di questa squadra cui sente che è stato
scippato qualcosa, qualcosa che aveva vinto anche lui. Si
mette a correre come non aveva mai fatto, a segnare a
ripetizione, a salvare i compagni nei momenti topici.
«Aspettavo questa sfida da molti mesi, come tutti i
miei compagni - afferma il bomber francese - Prevedo una
grandissima partita, anche perchè è indispensabile per
battere una squadra forte come l'Inter. Noi abbiamo troppo
bisogno di batterla. Ibra? È un grandissimo dentro e fuori
dal campo, ci vorrà una super prestazione per fermarlo».
Una sfida, quella contro i nerazzurri che potrebbe
essere spostata alle ore 15.00 su rischiesta dei sindacati
di Polizia che hanno presentato l'istanza al Prefetto di
Torino Sottile che ha rimandato la decisione al Ministero
degli Interni. Oggi verrà presa la decisione finale
sull'orario di inizio della partita.
02/11/2007