Modifica molto discutibile, in relazione
al numero sempre più dilatato delle ammesse alla fase
finale: insomma, non è come l'abolizione del «challenge»
per Coppa Davis, che il detentore risolveva in un confronto
diretto.
Questa parentesi di Siena, in attesa del
tormentato ritorno di un campionato sempre più condizionato
dai problemi della sicurezza, è di rara inutilità,
un'amichevole di significato politico, per altro appannato
dalla scelta di opporre ai sudafricani un'Italia quasi più
di terza che di seconda fascia. Avrebbe forse potuto
offrire qualche indicazione per il futuro l'impiego di
giovani in rampa di lancio, senza la scomoda concomitanza
con l'impegno ufficiale dell'Under 21 in Grecia. Così
l'unico imperativo resta l'esigenza di non farsi del male,
soprattutto per chi dovrebbe essere protagonista nel
decisivo viaggio in Scozia. Come Daniele De Rossi, stasera
capitano, risparmiato a Genova perché in diffida, come del
resto Pirlo del resto ben attento a non correre pericoli
gialli, pena la rinuncia a Glasgow.
Nomi nuovi per la
maglia azzurra, però già nuovi e collaudati in campo
nazionale, così che resta difficile trovare motivazioni per
ulteriori suggerimenti per un cittì, a rischio di chiudere
il suo ciclo prima della scadenza del contratto: fissata
per la conclusione di un Campionato d'Europa che potrebbe
non vederci tra gli aspiranti al titolo.