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Roma-Napoli

Dalla Prefettura confermano: «È la soluzione più plausibile». Sulla carta le possibilità sono tre. Solo gli abbonati, appunto, come vogliono la Roma e il Prefetto. A porte chiuse, come vorrebbe la Questura. Senza settore ospiti, ma vendita dei biglietti libera a Roma e provincia, come ha deliberato l'Osservatorio. E quest'ultima, paradossalmente, sembra l'ipotesi meno probabile. «Mercoledì saprete tutto - ha detto il prefetto Mosca ieri mattina - nel comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza decideremo le misure da prendere. Contestualmente la Roma fino a quella data non potrà vendere i biglietti». Biglietti che la Roma, da quel che filtra da Trigoria, proprio non vorrebbe vendere.
E per quello, da giovedì scorso, l'ad Rosella Sensi stava preparando l'incontro, avvenuto ieri, col prefetto. Quarantacinque minuti secchi di faccia a faccia, con Rosella che ha spiegato i motivi per cui la Roma vorrebbe giocare solo con i propri fedelissimi sugli spalti (27mila circa). Acerrima rivalità, possibilità infinite di zone di scontri difficile da tenere sotto controllo (sabato a Roma c'è una manifestazione contro la precarietà e da Napoli verranno in molti), rischio di dover giocare il derby a porte chiuse o peggio in campo neutro (la tifoseria giallorossa è diffidata). «Abbiamo semplicemente rappresentato l'interesse e il diritto dei nostri tifosi a vedere la partita di concerto col comune di Roma ed è importante che possano farlo tranquillamente - ha detto la Sensi uscendo - il prefetto ha recepito la nostra richiesta e attendiamo con fiducia la decisione. In caso contrario non metteremo in vendita i biglietti? Non può decidere la Roma. È chiaro che la società si augura sempre di mettere in vendita i biglietti non per una questione di soldi ma per avere più tifosi possibili attorno a sè. Non commento la lettera aperta di Spalletti, posso solo dire che i nostri tifosi sono seri e perbene, a parte uno sparuto gruppo».
Bacchettata da Matarrese («la chiamerò perchè è un bene che si vada tutti nella stessa direzione. A nessuno è consentito difendere la propria parte, è di tutti. Così è una Babele. Capisco e condivido le sue preoccupazioni, però le cose vanno fatte insieme, perché se ognuno va per la propria strada rischiamo di andare fuori strada»), la Sensi dovrebbe aver comunque convinto il prefetto.
Mentre Abete ribadisce che «l'intendimento della Figc è quello di vedere stadi aperti, sempre e a tutti e il ruolo dell'Osservatorio è di indirizzo e di evidenziazione dei rischi e delle difficoltà»; De Rossi dal ritiro della nazionale fa sentire la sua voce. «Ha ragione Rosella Sensi quando dice che i nostri tifosi sono civili, ma qualche incidente c'è anche stato, come prima di Roma-Inter: uno che tira una coltellata ad un gluteo non è sano, è un teppista che lo farebbe ovunque ed in qualsiasi momento. Ma esiste. Se serve una decisione per evitare di ritornare a piangere per un morto».

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