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Stasera a Firenze l'Italia affronta la Germania nell'ultimo test prima del grande evento tedesco

Anteprima mondiale

Fino a oggi Italia-Germania era per Marcello Lippi il ricordo felice di un mitico 4-3; ma il test di stasera a Firenze (RaiUno, ore 21) contro la nazionale di Juergen Klinsmann, una corazzata nella storia del calcio, rappresenta invece l'inizio del vero e proprio conto alla rovescia verso la Coppa del Mondo. Mancano 100 giorni, e il ct dell'Italia non è l'unico a confessare di «non veder l'ora che cominci». Più o meno, lo stesso desiderio di Del Piero: a lui, toccato da nuova grazia calcistica, Lippi affida per ora l'Italia dei senza Totti in un quattro-tre-tre. Dal modulo e dall'«incanto azzurro» di una sfida dalle mille suggestioni resta fuori il «pupillo» Vieri, peraltro infortunato. Italia contro Germania non è mai stato solo calcio. «Per tutti Italia-Germania è quel 4-3 da mito - ricorda Lippi - Contro tedeschi abbiamo vinto il Mondiale dell'82, ma la memoria è per quel giorno a Messico '70: per me fu tra l'altro un anno felice, a settembre esordivo in A a 22 anni, contro il Cagliari di Riva reduce dall'Azteca». Nel confronto di due opposti così diversi da attrarsi - italiano contro tedesco - oggi le parti sembrano a tratti invertite, se Klinsmann elogia Lippi per aver rivoluzionato il gioco azzurro con l'organizzazione. In un mondo sottosopra, il ct azzurro si riconosce però solo in parte: gli resta difficile capire come faccia l'ex attaccante dell'Inter a condurre la Germania dalla sua villa di Miami. «Non ho un gran rapporto con la tecnologia come evidentemente Klinsmann - l'ammissione di Lippi - E a fare il ct con le e-mail io sarei un disastro. È questione di età e generazione, evidentemente sono retrò...». Il riferimento al tempo passato non è solo tecnologico. Per un Del Piero brillante che prega in queste ore di far correre il tempo e arrivare all'appuntamento di giugno in identiche condizioni di forma, c'è un commissario tecnico convito di ripartire da quanto fatto a novembre, a dispetto di scadimenti di forma individuali: la panacea, è «l'incanto dell'azzurro» e l'adrenalina di una sfida a una delle favorite per il prossimo Mondiale. «Ci sta che qualche giocatore non sia al top», confessa Lippi alla vigilia pensando ai titolari Toni-Gilardino e al rischio di un'amichevole tra due turni di campionato. «Ma mi piace anche pensare che tutti ritroveranno con l'incanto dell'azzurro e di questa partita piena di fascino il meglio di sè», la chiusa. Non ne avrà bisogno il miglior Del Piero delle ultime stagioni, oggi schierato a sinistra in un attacco ancora a tre: dietro le punte Lippi ridisegna il centrocampo su Camoranesi-Pirlo-De Rossi («il suo nuovo impiego nella Roma, a supporto della difesa, tornerà utile anche a noi»), in difesa l'unico dubbio, per il terzino destro (Zaccardo o Oddo). Spazzati con un «spero di no» i timori di un'accoglienza al veleno da parte dell'ostile Firenze, Lippi cerca poi dall'ultima amichevole prima del raduno mondiale risposte precise. «C'è voglia di mostrare ancora una volta di poter imporre il nostro gioco nonostante le assenze - la considerazione finale di Lippi - Le parole di Klinsmann o Parreira mostrano che sta crescendo la considerazione degli avversari, ma a noi interessa rafforzare la nostra convinzione di non essere inferiori a nessuno. Non saprei cosa farmene di una vittoria arrivata dopo aver passato un'ora e mezza in difesa: avrebbe senso solo al Mondiale, per passare il turno - la sua riflessione - Ma qui senza una partita di spessore non si può sperare nel risultato». E senza pathos non è Italia-Germania.

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