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30/08/2010, 05:30

Bonelli: "Altro che Napoli
Il meglio viene da Roma"

All'Isola Tiberina successo per la cantante romana che porta gli stornelli nel mondo. Proiettato il film di Lizzani.

La cantante romana Elena Bonelli «La canzone romana non ha eguali ed è meglio di quella napoletana». Elena Bonelli non ha dubbi e difende a spada tratta gli stornelli in romanesco. D'altronde il successo che riscuote in giro per il mondo le dà ragione. Ieri sera l'Isola Tiberina le ha reso omaggio nel corso di una serata in cui è stato proiettato «Tanto pe' cantà», il film girato da Carlo Lizzani nei luoghi della canzone romana.


Elena Bonelli, nel film di Carlo Lizzani proiettato ieri all'Isola Tiberina lei canta gli stornelli romani nei luoghi di Roma. Su quali piazze si accendono i riflettori?
Nel film di Lizzani canto «Chitarra romana», «Vecchia Roma» e «Barcarolo romano» all'Isola Tiberina, «Sinnò me moro», «Nina si voi dormì», «Il Birimbello» e «Roma forestiera» al Ghetto e «Quanto sei bella Roma» a Colle Oppio. Poi abbiamo girato anche al Colosseo, a Farfa e a Rieti. A Bomarzo ho cantato «Le streghe» mentre «Le mantellate» hanno come sfondo un carcere del Viterbese.


Cosa le ha insegnato lavorare gomito a gomito con Carlo Lizzani?
Ho imparato in ogni momento. Ha una grande voglia di fare e di lavorare. È un esempio di vita come ce ne sono pochi. Spesso c'è più energia nelle persone mature che negli uomini della mia generazione. Hanno tanta positività dentro.


Come spiega il grande successo della canzone romana nel mondo?
Le canzoni romane riescono ad emozionare davvero e hanno tanta passionalità. Il successo che ho avuto negli ultimi anni dimostra che non esiste solo la canzone napoletana. Anzi. E pensare che otto anni fa non si sentiva quasi più parlare di stornelli romani. Io sono di Prati e tutto questo mi rende felice. I portavoce della canzone romana siamo stati io e Petrolini.


Dal Giappone agli Stati Uniti, dalla Georgia alla Corea. Qual è il ricordo più bello delle sue trionfali tournée?
Quando il pubblico canta in coro insieme a me. Anche se non capisce ripete le parole ed è uno spettacolo. D'altronde il bello degli stornelli è proprio che nessuno li capisce e tutti li applaudono.

 

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Carlo Antini

30/08/2010