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29/07/2010, 05:30
Il ciclone cocaina si abbatte pure quest'anno sul Festival di Sanremo. Belen rischia di veder sfumare la conduzione della kermesse. Ma il gioco al massacro coinvolge anche l'ipotetica sostituta, Elisabetta Canalis.
Come un tormentone musicale, o un brutto sogno ricorrente. Il ciclone cocaina si abbatte pure quest'anno sul Festival di Sanremo. Belen - coinvolta nell'inchiesta di Milano sulla polvere bianca sniffata nei privè delle discoteche vip - rischia di veder sfumare la conduzione della kermesse. Ma il gioco al massacro coinvolge anche l'ipotetica sostituta, la Elisabetta Canalis quasi Clooney. Perché spunta un'altra testimone, un'altra modella che dice: sì, pure Eli sniffa. Morgan riemerge e pretende la par condicio: se l'altr'anno hanno cacciato me, caccino pure loro.
Soprattutto se la prende con la doppia, tripla glaffe del sindaco della Città dei Fiori. Il quale prima ha sostenuto che Belen non è degna, appunto come l'ex dei Bluvertigo, di salire sul palco dell'Ariston, poi si è corretto distinguendo tra Morgan cattivo maestro e Belen cocainomane per caso. Infine ha allargato le braccia sospirando: beh, decida Mamma Rai. Entra a gamba tesa il Codacons: «Test antidroga per chiunque vada al Festival». I parlamentari applaudono.
Lidia lombardi
29/07/2010