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11/03/2010

Notizie - Cultura e Spettacoli

Il libro A Palazzo Wedekind il cardinale con Ravasi, Marramao e Maiocchi

Ruini e i filosofi sulla questione Dio

Andrea Gagliarducci «Diradare quella penombra che rende precaria e timorosa per l'uomo del nostro tempo l'apertura verso Dio»: con questo messaggio Benedetto XVI, lo scorso 10 dicembre, ha voluto inaugurare il convegno «Dio Oggi.

Con lui o senza di lui cambia tutto». Un convegno fortemente voluto dal cardinal Camillo Ruini. Tre giorni di confronto serrato, tra filosofi, teologi, scienziati, storici dell'arte su un tema unico: Dio. Gli interventi di quei tre giorni sono contenuti in un libro, dallo stesso titolo del convegno, edito da Cantagalli, che sarà presentato oggi alle 17,30 a Palazzo Wedekind, sede de «Il Tempo», dal cardinale e da Gianfranco Ravasi, Giacomo Marramao e Roberto Maiocchi, moderati da Sergio Belardinelli. Si tratta di riflessioni di sicuro spessore, e a volte non di facile lettura. Ma che, a giudicare dai numerosi interventi, non restano prive di interesse. A partire dalla relazione di Ruini, che si veste da filosofo per tracciare le "tre vie di accesso a Dio", non teologiche, ma razionali, proponibili anche ai non credenti. Allo stesso modo Robert Spaemann rovescia la visione di Nietzsche, il filosofo della "morte di Dio", proponendo una dimostrazione di Dio "che sia, per così dire, Nietzsche-resistente". E dice: "La traccia di Dio nel mondo, da cui oggi dobbiamo prendere le mosse, è l'uomo, siamo noi stessi". La questione Dio è elusa nella società di oggi, tanto che il cardinal Scola, patriarca di Venezia, ritiene che piuttosto che "deicidio", la parola "più adeguata per descrivere il tormentato rapporto della modernità euroatlantica con Dio" è "eclissi". Ma si parla anche di Dio attraverso l'arte, come fa il filosofo inglese Roger Scruton, che sostiene: "Nel creare bellezza l'artista rende gloria alla creazione di Dio". Estremamente suggestiva è la visione dello scienziato Peter Van Inwangen, che parte da un'analogia: immaginiamo, dice, che "Dio sta al mondo fisico come Walt Disney sta al mondo rappresentato sulla schermo in Biancaneve e i sette nani". Anzi, immaginiamo che "le vicende del cartone animato siano davvero la storia del mondo intero" e chiamiamo "Super-Disney" il loro creatore. Ebbene, dal punto di vista degli abitanti del mondo questo Super-Disney non c'è da nessuna parte, ma in un altro senso egli è presente dappertutto. E così è per il Dio del nostro mondo reale.

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11/03/2010










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