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09/02/2010, 05:20

Notizie - Cultura e Spettacoli

Il posto che fa tendenza

E il Pastificio Cerere si trasforma in fucina d'artisti

Agli inizi del '900 vi si fabbricava industrialmente la pasta e non a caso era intitolato a Cerere, dea della terra e dei raccolti, incoronata da un tripudio di spighe di grano.

Ma poi da circa trent'anni l'ex Pastificio Cerere di via degli Ausoni 7, a San Lorenzo, ha cominciato a produrre arte a tambur battente. I suoi bellissimi loft con grandi finestroni e magnifiche colonne di ghisa sono stati scoperti dagli artisti, primo fra tutti Nunzio, che a poco a poco li hanno occupati quasi tutti. Ecco così arrivare gli altri protagonisti della «Scuola di San Lorenzo», Bianchi, Ceccobelli, Dessì, Gallo, Pizzi Cannella, Tirelli. E poi, tra i tanti, Oscar Turco e Pietro Ruffo, ora protagonista della mostra «Roommates-Coinquilini» al Macro. I giovani romani hanno sempre amato questi grandi spazi anticonformisti, dove si sale con un montacarichi avventurandosi poi per vertiginosi ballatoi. Vi si respira l'aria di una creatività libera, proprio nel cuore del caos quasi orgiastico di San Lorenzo. E nel 2004 è nata la Fondazione Pastificio Cerere, presieduta da Flavio Misciattelli, con l'obiettivo di creare un nuovo punto di riferimento per la promozione dell'arte contemporanea capace di valorizzare la ricchezza creativa del luogo. Ecco allora mostre, installazioni site specific e pure un ristorante che coniuga modernità e tradizione sotto il segno, guarda un po', di un sano piatto di pasta. Gab. Sim.

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09/02/2010










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